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Il tecnico rossonero, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ha garantito che Ibrahimovic e Thiago Silva non si muoveranno e 'sistemato' il dirigente juventino...

Il Milan del prossimo anno ripartirà da Ibrahimovic e Thiago Silva. Ne è convinto Massimiliano Allegri, che ha spiegato di aver ricevuto precise rassicurazioni in tal senso da parte di Berlusconi. "Da qui ad agosto, può succedere di tutto sul mercato. Ma non può succedere che loro se ne vadano. Ne abbiamo parlato con il presidente Berlusconi e lui mi ha assicurato che resteranno".

Il Milan, a suo avviso, non può prescindere da quei due. "E da Pato. La prossima deve essere la sua stagione", ha spiegato il tecnico rossonero alla Gazzetta dello Sport. I giocatori di personalità, assicura, gli piacciono, per cui gente come Ibra o Cassano, con i loro bei caratterini, non crea alcun problema.

La critica, però, gli rinfaccia ancora l'addio di Pirlo: "E' stato anche una scelta di Andrea e della società. Se la Juve non avesse vinto lo scudetto non mi avrebbero tanto rotto le scatole con questa storia. L'anno prima Pirlo non giocava perché non stava bene, ma abbiamo vinto il campionato e nessuno ha detto nulla".

E non è vero, aggiunge, che sia un nemico della qualità: "Abbiamo giocato con almeno una mezzala di qualità finché ne abbiamo avute a disposizione. Schieriamo di solito quattro giocatori d'attacco, più Nocerino che è un mediano offensivo più che difensivo".

Conte ha telefonato a Galliani per far pace dopo le baruffe dello scorso anno: ora Allegri chiamerebbe Marotta? "Io non ho litigato con nessuno e non devo stringere mani a nessuno. Ero incazzato perché avevo perso lo scudetto e lo sono ancora. E poi facevo solo battute. Marotta è permaloso".

Il tricolore, dice, è volato via per due motivi: "Perché abbiamo avuto una flessione dopo la partita con il Barça, e perché abbiamo perso con la Fiorentina". Errori ne sono stati fatti, anche da parte sua: "Di sicuro ho sbagliato anch'io, ma ci sono mancati troppi giocatori importanti".

E anche sulla preparazione atletica qualche cambiamento ci sarà, ma "non servono rivoluzioni". Quelle, pian piano, stanno investendo la rosa, con gli addii dei vari Nesta, Gattuso e Inzaghi. Niente di cui pentirsi, comunque: "Non si va in campo con le coppe vinte e il talento non è infinito. Se il tempo non passasse, saremmo ancora coi leoni dentro il Colosseo".

Allegri viene accusato spesso di parlare poco coi giocatori: "Chissà come mai, parlo poco soltanto con quelli che non giocano... Purtroppo quando sei giocatore a volte una parola non basta, e nemmeno due, o cento. Da giocatori, difficilmente si è autocritici. Ma io valuto allenamenti e partita, il resto non mi interessa". Il bilancio del suo biennio rossonero è positivo, ora niente sogni ma solo tanta concretezza: "Voglio vincere lo scudetto e superare i quarti di Champions".

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