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La figlia del presidente sempre più calata nella parte di colei che deve sforbiciare ed eliminare gli sprechi. Perchè ogni euro dissipato viene sottratto al mercato...

Eh sì, l'aria al Milan è proprio cambiata, ed il fairplay finanziario imperante di questi tempi sembra essere diventato il 'mantra' ispiratore della nuova filosofia della società rossonera, aziendale prima che sportiva. Il diktat, partito evidentemente da Arcore (più figli che padre...), è chiarissimo: potare, sforbiciare, ottimizzare.

Niente più sprechi nè rami secchi, a tutti i livelli del club. E se Galliani lavora notte e giorno all'impresa titanica di abbattere il monte ingaggi principesco ereditato dal passato (il recente addio dei tanti senatori ha dato una bella mano in tal senso), spetta alla sempre più rampante nelle gerarchie milaniste Barbara Berlusconi occuparsi di 'dare una regolata' agli altri comparti della società di Via Turati.

In quest'ottica va collocato il contenuto della lettera, svelata dalla 'Gazzetta dello Sport', scritta di suo pugno e indirizzata da BB ai 120 dipendenti del Milan, di ogni grado e livello. A ognuno ha chiesto "quando le sarà possibile, in base alla sua disponibilità" un incontro diretto e personale, faccia a faccia, "per conoscerla di persona, per sapere cosa ha fatto e cosa fa adesso anche in riferimento al budget, soprattutto per uno scambio di idee sul futuro e per valutare insieme le migliori opportunità per la nuova sezione di Grandi Progetti Milan" che la nuova consigliera di amministrazione dirige.

Insomma, è finito il tempo delle spese pazze e ingiustificate, ad ogni livello. Barbara ci tiene tuttavia a far sapere - per spazzare le crescenti voci di contrasti con colui che finora ha avuto carta bianca su tutto nel Milan dell'era Berlusconi - di aver agito "in piena sintonia con Galliani" e che "siamo due persone dal carattere deciso, ma che - magari per vie e con metodi diversi - perseguono lo stesso obiettivo: il bene del Milan".

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