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Ernesto Paolillo Dg dell'Inter parla con orgoglio del settore giovanile che negli ultimi anni ha conquistato ogni torneo possibile, ultima vittoria il campionato Berretti.

E' un Ernesto Paolillo molto orgoglioso quello intervistato da 'Tuttosport' dopo la vittoria del campionato Berretti da parte della formazione giovanile dell'Inter, società di cui è Direttore generale e Amministratore delegato. Queste le sue parole:

"Tenevamo molto a questa vittoria in quanto mancava da 21 anni. Negli ultimi sei anni il nostro settore giovanile ha conquistato tutto quello che era possibile vincere. E' il giusto premio per il gran lavoro svolto? Certamente, quando arrivano risultati importanti è la dimostrazione di quanto è stato fatto in questi anni. Abbiamo una metodologia corretta, poi tutto cambia, ma a oggi è una metodologia che funziona".

Quindi l'Inter è molto attenta ai giovani ed alla loro crescita: "Sì, il nostro modus operandi ci permette di selezionare bene i ragazzi nei nostri centri di formazione e nelle scuole calcio. I nostri tecnici hanno un’ottima formazione e danno ai ragazzi tutto quello di cui hanno bisogno. Arrivano nei Giovanissimi Nazionali ben preparati, poi con il passare del tempo migliorano".

"La nostra Berretti, per esempio, è una squadra di grande affidamento, che fa ben sperare per la Primavera della prossima stagione. Diciamo che c’è già un’ossatura pronta, a cui si aggiungerà qualcuno, ma di base è una squadra con tanto talento. Dietro è grande il merito di tutte le persone che lavorano nel settore giovanile dell’Inter. Io seguo il vivaio con passione e credo di poter umilmente dire che un pezzettino di merito è anche mio".

Ritiene che è importante cominciare già a vincere da giovani? "Mi hanno sempre detto che l’obiettivo primario di un vivaio è far crescere i ragazzi. Io aggiungo che a loro bisogna dare una mentalità vincente, fin dai primi passi. Le nostre squadre devono avere come obiettivo anche quello di cercare di arrivare primi perché è così che si costruisce una mentalità vincente".

Quale secondo lei è la vittoria più bella di questi ultimi 6 anni? "Bello l’ultimo scudetto perché alla Berretti mancava da 21 anni, come già detto, ma la Next Generation Series è stata sorprendente: era la prima volta che giocavamo in un campionato del genere con importanti realtà europee. Se cercheremo di ripeterci? Sarà difficile sia perché siamo i detentori sia perché siamo in un girone ostico".

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