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Il presidente bianconero sottolinea l'obiettivo raggiunto col nuovo stadio: "Rispecchia quello che avevamo in mente, cioè la realizzazione di un piccolo gioiello".

Dopo la vittoria dello scudetto della rinascita, la Juventus non è riuscita a fare l'accoppiata da sogno aggiudicandosi anche la Coppa Italia, lasciando il trofeo al più affamato Napoli. Ma c'è comunque di che essere molto soddisfatti in casa bianconera, ed Andrea Agnelli esibisce tutto l'orgoglio che può.

"Parlare di Juventus è motivo d'orgoglio - ha spiegato il presidente bianconero a Londra, dove è volato per partecipare al Global Leadership Summit 2012, un incontro organizzato dalla London Business School - è una delle società con più successi al mondo e da più tempo legata alla sua proprietà. Due anni fa ho deciso di prendere di nuovo il controllo del club e abbiamo cercato di venir fuori da due annate non positive. Sapevamo di dover fare una completa ristrutturazione per far tornare le cose a posto. E' importante per una società competere ad alti livelli mantenendo l'equilibrio finanziario".

Uno dei punti cardine del progetto juventino, poi rivelatosi vincente, è stato senza dubbio lo stadio di proprietà, sul quale si è soffermato Agnelli, come si legge sulla 'Gazzetta dello Sport': "Il nostro vecchio impianto, il Delle Alpi, fu costruito per il Mondiale di Italia 1990, ma non era dotato di strutture all'avanguardia. Perciò, dal 1995, il nostro obiettivo è stato quello di costruirne uno nuovo. La capienza dell'impianto di oggi è inferiore a quella del Delle Alpi ma rispecchia quello che avevamo in mente, cioè la realizzazione di un piccolo gioiello. Quest'anno abbiamo avuto il 'sold out'  in tutte le partite casalinghe. In aggiunta, è appena stato inaugurato lo Juventus Museum che ripercorre i 115 anni della nostra gloriosa storia. Inoltre, i tour che permettono di visitare il nostro stadio hanno avuto un enorme successo superando in breve tempo le 40mila presenze".

Ora tutti si aspettano una Juve competitiva ai massimi livelli anche in Champions, con l'acquisto del tanto atteso 'top player', ma Agnelli ha mandato al riguardo un messaggio ben preciso a chi pensa che la Juve possa finire nel gorgo di qualche asta selvaggia: "Io penso che la stagione delle grandi spese sia finita. Ma la componente più importante, cioè i tifosi, continueranno a seguire il calcio. Lavorare nello sport significa uscire dai reali problemi quotidiani e avere a che fare con i sogni e le emozioni di tutti noi".

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