thumbnail Ciao,

Il centrocampista rossonero in conferenza stampa ha spiegato le ragioni del suo addio alla maglia rossonera. La serata di Liverpool quella più brutta in rossonero.

Al Milan è arrivato il momento, dopo Alessandro Nesta e Filippo Inzaghi, di dire addio anche al Rino Gattuso giocatore. Il centrocampista calabrese è intervenuto in conferenza stampa per spiegare le ragioni del suo arrivederci al rossonero, dove tornerà sicuramente con un altro ruolo.

"Voglio ringraziare il Milan e tutti coloro che mi hanno aiutato in questi anni. Per me stare qui è stato un sogno, 13 anni sono stati incredibili, ho indossato la maglia del mio cuore. Adesso la vita continua, spero di non avere più problemi agli occhi. Ho ancora voglia di battagliare e di fare vedere che non sono morto calcisticamente. Sia il Dott. Galliani che la società mi hanno dimostrato grande stima offrendomi un anno di contratto, ma come Nesta ho deciso di prendere un'altra strada. Deciderò con la mia famiglia dove andare a giocare; chiaro che per il rispetto che ho per il Milan non andrei all'Inter o alla Juventus, ma sono prima di tutto loro a non volermi. Non mi sono mai azzardato a dire che volevo un ruolo da titolare a tutti i costi, ho sempre rispettato le scelte delle società e degli allenatori, anche sbagliando come ho fatto con Leonardo".

Gattuso ha poi continuato, spiegando le ragioni del rifiuto del rinnovo annuale propostogli dalla società: "E' vero che col mio addio, quello di Nesta ed Inzaghi, oggi si chiude un ciclo come è successo in passato con i vari Maldini, Albertini, e gli altri. Spero che possa continuare la legge e l'educazione che contraddistingue questa società. Perchè hai rifiutato l'offerta rossonera, che comunque era abbastanza buona? Ho sempre detto che non voglio essere un peso per nessuno: la società non mi ha fatto sentire un peso, però dentro di me ho sentito l'esigenza di andarmene, anche perchè altri giocatori dello zoccolo duro hanno fatto lo stesso. Voglio sentirmi utile, ma non penso di poter dare più niente a questa società. Mi sono sentito vuoto, ho capito che il ciclo è finito. Me ne sto andando perchè ho capito che non sento più dentro di me quello spirito battagliero che ho sempre messo in campo. Alcuni mesi fa i miei pensieri erano diversi, pensavo di non giocare e di prendere un ruolo in società. Mi son sentito un gagliardetto negli ultimi tempi, ci mancava che mi consegnassero ad inizio partita (ride, ndr)".

Impossibile non fare riferimento a due suoi errori di veemenza: "E' vero che con Leonardo e con Jordan ho fatto degli errori, ma spero che anche andando via e anche portandomi appresso queste due figuracce possa restare lo spirito dei Maldini, dei Costacurta, degli Ambrosini, che adesso è l'unico rimasto della vecchia guardia. Per quanto riguarda il futuro non so se ci sono così tanti soldi per comprare tanti giocatori, ma chi è qui cercherà in ogni modo di allestire una squadra competitiva".

Poi si passa a parlare degli allenatori avuti in rossonero, con Ancelotti che li batte tutti per distacco: "Quale tra gli allenatori devi ringraziare in particolare? Per me Carletto è stato tutto, allenatore, papà, amico, amante calcistico. Carletto è Carletto, per me devono mettergli la stata vicino a Nereo Rocco. Penso che il Milan di quel tempo in Europa aveva la stessa forza del Barcellona di Guardiola. Non è affatto vero che non ho avuto un buon rapporto con Allegri, nella scorsa stagione ha creduto in me ed abbiamo vinto lo scudetto".

La conclusione è dedicata alla vittoria più bella ed alla sconfitta più pesante: "Battere la Juventus e l'Inte è stata una sensazione bellissima, la vittoria del 2003 di Manchester è stata la più bella. Inutile dire che quella di Istanbul è stata chiaramente la sconfitta peggiore, mi sono svegliato per sei mesi la notte vedendo Gerrard e compagni che festeggiavano".

Infine Ringhio ha svelato qual è il suo grande sogno: "E' indossare la maglia dei Glasgow: ora però c'è una brutta situazione. Non è una questione di soldi. Sono andato via a 19 anni dalla Salernitana. Mi son fatto conoscere grazie al Glasgow: ci son diversi casini là a livello economico. Penso sarebbe una scelta di cuore e bella. Voglio chiudere da dove sono partito"

Sullo stesso argomento