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Il numero 10 palermitano non ha gradito l'esternazione del difensore Silvestre in merito alla richiesta di cessione. E sullo scudetto alla Juve: "L'hanno pienamente meritato".

Seppur involontariamente, a Miccoli e al suo Palermo potrebbe nuovamente toccare il ruolo di arbitro nella lotta per non retrocedere. Come già accadde l'anno scorso, c'è di nuovo il 'suo' Lecce in ballo, a vedersela a distanza questa volta con il Genoa, avversario proprio dei rosanero. Piedi al "Ferraris" ma cuore a Verona, dove i salentini sfidarenno il Chievo, confidando certamente in un regalo del loro tifoso Miccoli: "Il Chievo è squadra tosta - ha dichiarato a 'La Gazzetta dello Sport' -, compatta anche se magari in questa circostanza valgono soprattutto le motivazioni e quelle del Lecce saranno superiori. Ma per la stessa ragione anche il Genoa avrà più stimoli di noi. Io garantisco di dare il massimo sperando che sia sufficiente".

Il Palermo quest'anno ha interpretato la peggior stagione in Serie A dell'era Zamparini. Nel bilancio negativo, pesano come un macigno le clamorose cessioni di pedine fondamentali dello scacchiere rosanero: "E già, purtroppo abbiamo pagato un pesante scotto ai troppi cambi. Sono partiti giocatori molto importanti, come Sirigu, Pastore e Nocerino, ma anche Cassani, Bovo, Pinilla. Quando si fa la rivoluzione è normale avere una stagione di transizione e in questi casi bisogna pensare intanto al bene primario che è appunto la salvezza".

Tra le varie problematiche affrontate dai giocatori rosanero nel corso della stagione, oltre alle cessioni, hanno avuto un ruolo fondamentale i continui avvicendamenti in panchina: addirittura tre sono stati gli allenatori chiamati e poi cacciati dal vulcanico presendente Zamparini. Tra Pioli, Mangia e Mutti, Miccoli avrebbe auspicato la permanenza in Sicilia del primo: "L'attuale tecnico del Bologna avrebbe potuto avviare un programma serio e duraturo", ha dichiarato l'attaccante senza nascondere un certo rimpianto.

A proposito di allontanamenti, il difensore argentino ex Catania Silvestre ha espresso il desiderio di abbandonare Palermo, per cercare fortuna in squadre più competitive, magari disputando competizioni europee. Da capitano, Miccoli ha dimostrato di non approvare la tempistica di questa esternazione: "Ognuno sceglie quello che gli è più consono alle proprie aspettative, anche se l'argentino in questo caso è stato intempestivo. Avrebbe potuto aspettare la fine della stagione". Poi sul proprio futuro, il numero 10 ha dichiarato: "Io non so ancora cosa farò. Voglio prima parlare con la società, poi si vedrà".

Con il campionato che volge al termine, e lo scudetto nelle mani della Juve, a Miccoli viene chiesto se a inizio stagione si sarebbe aspettato di vedere Conte e i bianconeri festeggiare il primato in campionato: "Inizialmente no, ma devo ammettere che lo hanno pienamente meritato. Mi hanno colpito soprattutto Vidal, inseritosi benissimo al primo anno italiano e Del Piero, un gran signore. Io al posto suo avrei mandato tutti a quel paese".

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