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Il campione argentino torna a parlare del trionfo nel derby: "E' una partita speciale per tutti, ci tenevamo a dare una soddisfazione ai nostri tifosi dopo un'annata particolare"

"A Roma con la voglia di vincere, sperando ancora in un posto in Champions". Diego Milito, intervistato in Esclusiva da Repubblica.it, afferma di credere ancora nel terzo posto: "Se battiamo la Lazio e intanto Udinese e Napoli non vincono, ce la possiamo ancora fare. Le possibilità non sono molte ma siamo ancora in ballo. Se battiamo la Lazio poi siamo comunque almeno quinti, quindi non giocheremmo il preliminare di Europa League".

L'Inter è tornata a credere nella Champions grazie al trionfo nel derby: "Avevamo una carica particolare. Non che nelle altre partite non ci fosse, però il derby è una partita speciale per tutti, per la gente e per noi, domenica scorsa lo era anche per la classifica. Inoltre ci tenevamo a dare una soddisfazione ai nostri tifosi dopo un'annata particolare, difficile. Ci siamo riusciti ed è ancora più bello".

La sbornia del derby però è già alle spalle: "Ho vissuto quella serata come una grande gioia, ma anche con tranquillità. E' stato un giorno speciale ed è innegabile, una soddisfazione immensa, l'avete visto tutti come ci siamo abbracciati e come abbiamo festeggiato, però ormai è il passato. Segnare in un derby è una cosa particolare, non lo nego: è una partita diversa, per la gente ma anche per noi che andiamo in campo, e penso lo si sia visto".

Milito ha commentato poi i tanti cambi in panchina in questa tormentata stagione in casa Inter: "Complica il lavoro di tutti noi giocatori. Perché ogni allenatore porta mentalità nuova, gioco nuovo, metodi di lavoro nuovi. E' faticoso abituarsi in fretta, ci vuole tempo per recepire le novità. Le prestazioni individuali risentono per forza dell'andamento della squadra. Io personalmente ho avuto qualche problema nei primi mesi. Con Gasperini giocavo sempre, poi è arrivato Ranieri e le cose sono cambiate: sono andato spesso in panchina, ero un po' dentro e un po' fuori, e quando un giocatore subisce certe situazioni perde un po' di fiducia. A me è dispiaciuto che ci lasciassero, che Gasperini sia durato così poco e che Ranieri sia andato via a fine marzo".

Con Stramaccioni invece le cose sono andate per il verso giusto: "Ovviamente non lo conoscevo, come non lo conosceva nessuno di noi perché finora aveva allenato soltanto i ragazzi. Ma per uno che ha soltanto 36 anni mi ha sorpreso: è un tecnico preparato, ha saputo imporre la sua personalità, ha mostrato sicurezza e dunque ci ha dato sicurezza. Vuole una squadra che in campo sia sempre protagonista, che attacchi, infatti il gioco offensivo è migliorato. Già il fatto che lui metta sempre in campo tre attaccanti è importante: sia per gli avversari, che devono stare più attenti, sia per noi che giochiamo in attacco perché ci sono più soluzioni".

Milito infine assicura di non sentirsi 'vecchio' per giocare ai massimi livelli: "Di sicuro ho più esperienza che in passato, e in fondo sono in una grande squadra solo da pochi anni e dunque non ho vissuto sempre le tensioni che si vivono in un contesto simile. Mi sento gli anni che ho ma ho ancora tanta energia, tanto tempo davanti a me. Facendo tutti gli scongiuri possibili, in carriera non ho mai avuto infortuni gravi o gravissimi, mi sento integro, posso continuare ancora a lungo. Non credo ai livelli di Zanetti, ma si sa che lui fa eccezione in tutto".

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