thumbnail Ciao,

"Io non urlo. Mi faccio sentire. E in mezzo a 60 mila persone è difficile. E' un contatto continuo con i miei calciatori. Mi devono sentire. Devono sapere che sono con loro".

La vittoria del 30esimo (o 28esimo, a seconda delle visioni di insieme) Scudetto, la rivalità con Max Allegri, il futuro di Alessandro Del Piero. Sono tanti gli argomenti su cui Antonio Conte, tecnico della Juventus, è stato pungolato ai microfoni di 'Sette'.

Il capitano bianconero andrà via? Gli indizi dicono sì, con il tecnico non regala speranza ai tifosi: "E' un campione che mi ha dato tanto. Fuori e dentro il campo. Si e' comportato bene e anche quest'anno sta ricevendo soddisfazioni. Io non ho mai fatto una scelta per eta', ma in base a cio' che vedo durante la settimana, che penso mi possa dare il giocatore e unicamente per vincere". 

Conte è chiarissumo su cosa lo annoia ultimamente: "Ascoltare sempre le stesse cose da Allegri. Come l'episodio di Muntari. Le stesse polemiche. Spesso e volentieri si strumentalizza".

Artefice dello Scudetto, un tutt'uno con la squadra: "Io non urlo. Mi faccio sentire. E in mezzo a 60 mila persone è difficile. E' un contatto continuo con i miei calciatori. Mi devono sentire. Devono sapere che sono sempre con loro".

C'è già chi parla di un Conte stile Ferguson sulla panchina della Juve, di un binomio pronto a durare in eterno. L'allenatore bianconero spiazza tutti lasciando intuire di avere altri progetti per la sua carriera: "Voglio continuare a crescere, a stupire me stesso e gli altri. La Juventus non è un punto di arrivo. Tutto per me è un punto di partenza".

Ma si parla di futuro a lungo termine, chiaramente. Il presente è in bianco e nero, con sfumature tricolore. Non sarà per sempre, ma alla Juventus si è appena aperto un ciclo.

Sullo stesso argomento