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Il 'botta e risposta' tra il portiere brasiliano e il bomber è solo uno dei tanti episodi di un Inter-Milan giocato a fior di pelle con spintoni, fallacci e cori di scherno.

"O lo tiri fuori o te lo paro!", "Forse è dentro...". Ecco ricostruito il 'botta e risposta' al veleno tra Julio Cesar e Zlatan Ibrahimovic prima del calcio di rigore che ha consentito al Milan di portarsi momentaneamente sull'1-1 contro l'Inter. Lo scambio di battute tra i due è stato l'episodio più eclatante di un derby nervosissimo fatto di spintoni, brutti falli e cori di scherno.

Sei goal, ma anche nervi a fior di pelle. Il numero uno dell'Inter proprio non riusciva a capacitarsi di come Rizzoli gli avesse potuto fischiare l'undicesimo penalty stagionale contro i nerazzurri e ha pensato bene di provocare Ibra a parole e tanto di linguaccia, spiegando poi di essersi comportato così "perchè per tutta la partita mi diceva che avrebbe segnato...".

Oltre al duello Julio Cesar-Ibra riportato dalla 'Gazzetta dello Sport', c'è stato spazio anche per entrate vietate, screzi anche nel rientro negli spogliatoi (con lo svedese che senza motivo ha spintonato il vice direttore generale dell'Inter, Filucchi), qualche mischia e beceri cori razzisti rivolti a Muntari che ha risposto accarezzando polemicamente lo scudetto sulla maglia del Milan.

Eppure, alla luce delle spettacolari coreografie offerte dalle due curve, le premesse erano ben altre: la Nord interista ha esposto un grande striscione con su scritto "Fin da quando ero bambino sei la luce che guida il mio destino" e un lenzuolo con sopra disegnata la Madonnina di Milano a tinte nerazzurre e una frase "Ti te dominet Milan"; la Sud rossonera ha invece srotolato uno striscione ironico con su scritto "Da qualsiasi prospettiva... vedervi a maggio è tornato un miraggio", accompagnato dall'immagine di un diavolo con un grande binocolo.

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