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Cristian Panucci spiega i motivi che lo hanno spinto a dimettersi da responsabile dell'area tecnica del Palermo: "Con il presidente non si può lavorare...".

Cristian Panucci esce allo scoperto. L’ex dirigente del Palermo ha deciso di raccontare la sua verità in merito alla rottura con Maurizio Zamparini, presidente dei rosanero.

Dalle colonne del 'Corriere dello Sport', l’ex difensore rossonero, in una lunga intervista svela i retroscena della vicenda: “Sono davvero dispiaciuto, la città mi ha accolto bene, lo stesso posso dire dei giocatori. Avevo imposto delle regole. Ma sono andato in contrasto con il presidente per il rispetto dei ruoli. Non volevo fare lo zerbino e sono andato via per dignità personale".

Panucci in qualità di responsabile dell’area tecnica si è scontrato con il vulcanico presidente: “Come coordinatore anche degli osservatori da mandare in giro per scegliere i giocatori da acquistare, avrei dovuto dare una linea ed esporla al presidente. Invece Zamparini aveva in mente altri giocatori e avrebbe dovuto coinvolgermi. Al momento sono disoccupato, vediamo quali opportunità mi presenterà il futuro".

Secondo molti però la rottura è arrivata dopo un’intervista del presidente che annunciava l’imminente arrivo di Giorgio Perinetti: “Quelle dichiarazioni, si è vero, mi hanno dato fastidio, perché in quel modo il presidente mi ha delegittimato. Io avevo voglia di lavorare. Ma evidentemente con Zamparini, padre-padrone, funzione diversamente”, ha concluso Panucci.

Intanto nel capoluogo siciliano è vigilia di derby contro il Catania. Una partita a sè, diversa dalle altre e molto sentita dalle due tifoserie. Per Bortolo Mutti, allenatore dei rosanero, sarà l'ennesima prova di maturità. In caso di sconfitta c'è già pronto il suo sostituto: Papadopulo è alla porta.

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