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Il presidente della Figc, supportato da Petrucci, ha preso la decisione in pochi minuti: "Preferiamo una critica per eccesso di rispetto piuttosto che per mancanza di rispetto".

No, un semplice minuto di silenzio prima del fischio di inizio della partite in programma nel weekend non era abbastanza, non poteva esserlo. Ed allora, dopo questa prima decisione, con il passare dei minuti e l'assurdità del dramma di Piermario Morosini a pesare sempre più come un macigno su cuori e coscienze, la Federcalcio ha stabilito di annullare tutti gli incontri di calcio previsti in Italia tra ieri e oggi, ad ogni livello e categoria.

Il calcio italiano si è dunque fermato, come già era successo in passato soltanto dopo le morti del tifoso Vincenzo Spagnolo, nel 1995, e dell'ispettore Filippo Raciti, nel 2007 (oltre che per la scomparsa di Papa Wojtyla, nel 2005, stop che coinvolse l'intero sport italiano).

Una decisione che il presidente della Figc Abete ha preso nel giro di pochissimi minuti, supportato al cento per cento da tutte le società di Serie A (l'Udinese peraltro già aveva deciso di non scendere in campo di suo, avendo ottenuto anche il placet di Moratti), nonchè dal numero uno del Coni Gianni Petrucci.

Nessuna dichiarazione ufficiale da parte di Abete, dalle stanze di Via Allegri viene solo fatto filtrare un "saremmo stati percepiti come dei marziani" qualora si fosse fatto finta di niente e giocato allegramente come se nulla fosse. Quanto alle voci discordanti, "preferiamo una critica per eccesso di rispetto piuttosto che per mancanza di rispetto...".

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