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"Pato? Capisco cosa prova, anche a me è capitato di rientrare e poi farmi male subito dopo. Mi sentivo crollare il mondo addosso, mi ero messo in testa che non sarei più guarito".

E' senza alcun dubbio il più importante ex. Alberto Paloschi, sette anni nel settore giovanile del Milan con qualche presenza in prima squadra (e goal all'esordio dopo 18 secondi), non ha però intenzione di pensare al suo passato nella gara di stanotte al Bentegodi.

Intervistato in esclusiva dalla 'Gazzetta dello Sport', l'attaccante clivense ha evidenziato di non vedere un Chievo "appagato. Vogliamo toglierci altre soddisfazioni e cancellare lo 0-4 dell'andata: è stata una delle nostre peggiori prestazioni, vogliamo dimostrare che il Chievo non è quello di San Siro. Dopo la vittoria con il Catania ci siamo detti che dobbiamo migliorare i 46 punti dell'anno scorso. Sarebbe bello arrivare a 50".

Dall'altra parte non ci sarà lo sfortunatissimo Pato: "Capisco cosa prova, anche a me è capitato di rientrare e poi farmi male subito dopo. Mi sentivo crollare il mondo addosso, mi ero messo in testa che non sarei più guarito. Ancora adesso due volte a settimana faccio dei lavori specifici per evitare ricadute. Pato non deve avere fretta, è giovane e tornerà più forte di prima".

In prestito in Veneto, Paloschi non ha avuto dubbi: "Se tornassi indietro lo rifarei. Dopo un anno e mezzo di alti e bassi avevo bisogno di giocare con continuità. Sapevo che al Milan non avrei trovato spazio. Di Carlo mi ha valorizzato. Cura la parte agonistica e mentale in maniera maniacale. Con lui si può sbagliare un gol o un appoggio, ma non l'approccio alla partita. E' la nostra forza. Tornerò al Milan? Non lo so, ora penso solo a giocare".

In parte, però, potrebbe essere arbitro del destino rossonero: "Io segno e loro perdono lo Scudetto? "Facciamo così. Io segno, il Milan non fa risultato a Verona ma poi conquista lo stesso il tricolore. Stasera darò tutto me stesso per il Chievo. E poi non ho ancora mai segnato al Milan...".

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