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I biancocelesti bissano il successo nella stracittadina “espugnando” dopo 14 anni lo Stadio Olimpico. E' la "Lazio H&K" di Hernanes e Klose...

E' ancora lì Edy Reja, al suo posto, saldo e mai così apprezzato. Ha vinto il suo secondo derby ed è entrato nella storia della prima squadra della capitale, ha colpito per la seconda volta di fila il tanto conclamato rivale Luis Enrique, colui che tanto ama il possesso palla, facendolo fuori con le tanto efficaci armi all'italiana. Difesa solida, gioco duro e astuzia: l'iberico si segni sul taccuino questi tre ingredienti, altrimenti in Italia non andrà mai da nessuna parte...

E sì che le premesse in casa biancoceleste non erano assolutamente delle migliori, la cabala remava contro, ben assistita dalla sempre più affollata infermeria. Lulic, Brocchi, Konko, Radu, Cana e Rocchi, sei papabili titolari fermi ai box per i più svariati infortuni, vittime della oramai consacrata sfiga e di una programmazione societaria quasi dilettantistica.

Oramai però in casa Lazio domina il fattore “H&K”, alias Hernanes e Klose: il profeta ferisce, il panzer perisce. Dopo pochi minuti il derby in casa romanista è segnato, assist del brasiliano per il tedesco, Stekelenburg casca nella trappola e combina il pasticcio che agevolerà una vittoria netta. La Lazio in superiorità numerica si porta in vantaggio, subisce il pareggio, soffre e come al solito si divora diverse palle goal.

COSA VA –  Gli attributi. La squadra di Reja possiede questo particolare determinante, soprattutto con una rosa ridotta ai minimi termini. La fatica non si sente, il cuore va oltre ogni ostacolo, al resto ci pensa la qualità del duo offensivo precedentemente citato. Eccellente l'affiatamento mostrato dalla difesa, decimata sì ma mai in difficoltà se non in occasione del confuso pareggio romanista.

COSA NON VA
–  Come cercare un ago in un pagliaio gigante. Vincere un derby in “casa” avversaria è sempre qualcosa di eccezionale, ma siccome qualcosa bisogna pur criticare ci sentiamo in dovere di rimproverare alla Lazio le tante occasioni fallite per chiudere la partita con il terzo goal. Hernanes, Klose, Gonzalez e Mauri non se la sentono di condannare gli avversari ma li tengono  nel limbo fino al novantesimo.

TOP&FLOP
– Hernanes e Klose, sempre loro. Sta diventando routine, ma non potrebbe essere altrimenti. Due titolari di due delle migliori nazionali al mondo, due fuoriclasse sempre decisivi. Benissimo anche l'altro ex nazionale verdeoro, Francelino Matuzalem, letale nel cucire il gioco e nell'interrompere le altrui azioni offensive al pari di Javier Garrido, finalmente autore di una bella prova. Unico bocciato, ma non grave, Lionel Scaloni, fuori posizione in occasione del pareggio ospite e troppo irruento nell'azione che lo porta a guadagnare anzitempo gli spogliatoi.

CONSIGLI PER IL MISTER – Si tappi la bocca mister e ragioni un po' meno d'impulso: questa Lazio ha bisogno di lei. Il gioco probabilmente non sarà mai spumeggiante come lo champagne d'annata, ma questa squadra ha la sua anima e non potrebbe fare meglio di così. Il popolo biancoceleste è con lei mister Edoardo Reja.

FUTURO
– Si sente addirittura parlare di scudetto, di aggancio alla Juventus e quant'altro. La verità è che la Lazio sta facendo un campionato ben al di sopra delle proprie possibilità e i limiti ogni tanto vengono a galla (vedi Palermo e Siena). Più verosimilmente, la combriccola di Edy Reja deve respingere gli assalti della sempre temibile Udinese e di un Napoli che comincia a fare punti grazie anche a qualche goliardica svista arbitrale; i rientri di Konko, Radu, Brocchi e Lulic saranno a dir poco fondamentali...

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