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Dopo l'ennesimo confronto tra il tecnico e la dirigenza giallorossa, l'asturiano sembra deciso ad andare avanti,. Intanto Di Benedetto difende ancora il progetto.

Che fine ha fatto e soprattutto che fine farà il 'progetto' della Roma? Nella Capitale il livello di pazienza dei tifosi sembra aver raggiunto il livello di guardia, come dimostra la recente contestazione a Trigoria da parte dei sostenitori giallorossi.

La 'doppietta' della Lazio nel derby, che non si verificava da 14 anni, è stata la 'ciliegina' su una stagione finora vissuta tra alti e bassi, tra esaltazione per un 'nuovo calcio' e ironia sulla scienza di 'Zichichi' (Totti dixit), fino ad arrivare all'attuale situazione di limbo in classifica, con la Champions dei 'cugini' distante 10 punti e un De Rossi che chiede a gran voce "giocatori alla Ibrahimovic, perchè si vince con quelli".

Insomma, il famoso progetto vacilla. Quelle parole di 'Lucho' a caldo post derby - "merito almeno di finire la stagione, poi faremo i conti" - non promettevano nulla di buono, indice di fiducia in crollo anche nello stesso ex Barcellona. Poi c'è stato l'ennesimo confronto con Baldini e Sabatini, e si è deciso di continuare assieme, come trapela dai virgolettati rivelati oggi dal 'Corriere dello Sport': "Sono sicuro delle mie idee, credo nella Roma, non mollo!". E del resto, lo stesso Baldini mai e poi mai caccerebbe Luis Enrique, neanche in caso di tracollo a Palermo.

Quanto alla proprietà americana, è sempre più perplessa, ma almeno ufficialmente anche lì c'è supporto all'attuale gestione tecnica. Ecco l'analisi di uno dei patron, in tribuna all'Olimpico per il derby, Thomas DiBenedetto: "Finora siamo stati molto sfortunati. Anche gli infortuni, soprattutto quello di Burdisso, non ci hanno permesso di svolgere appieno il piano tecnico iniziale, che infatti Luis Enrique ha dovuto cambiare".

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