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L'ex fuoriclasse nerazzurro spiega: "Zanetti è un buonissimo capitano, ma Armando aveva quel carattere livornese in più..."

Quello che sta attraversando l'Inter, è uno dei momenti più duri della sua storia recente. La lunga serie di risultati negativi che ha frenato la compagine nerazzurra in campionato, ha fatto si che la sfida di questa sera con il Marsiglia assuma un'importanza ancor più grande.

Sandro Mazzola, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha ricordato un'altra partita giocata dai nerazzurri al Velodrome, erano gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni del 1963-64, allora l'avversario era però il Monaco cha all'epoca non aveva un suo stadio: "Ma quel giorno a Marsiglia fu un massacro perché rimanemmo in nove: si fece male subito Picchi, dopo appena cinque minuti, poi Ciccolo, un mancino molto bravo tecnicamente che in Europa con l'Inter giocò soltanto quelle due partite contro il Monaco. Entrambi però furono costretti a rimanere in campo perché a quei tempi non c'erano le sostituzioni. Così, nonostante la vittoria dell'andata e la mia doppietta a inizio partita, soffrimmo fino alla fine".

L'ex fuoriclasse nerazzurro ha anche ricordato un aneddoto che riguarda l'allora capitano Picchi: "Io giocavo di punta, ma a un certo punto Picchi, infortunato ma stoico, al limite della nostra area mi prese per il collo della maglietta, mi guardò negli occhi con sguardo da leone e mi disse: "Oggi giochi come il tu' babbo". Aveva una carica incredibile".

Secondo Mazzola, Zanetti dovrebbe prendere esempio proprio dal grande Picchi: "Quello è lo spirito, la grinta che servirebbe per cancellare le ultime partite della squadra di Ranieri. Ma ci vorrebbe anche un capitano come Picchi: Zanetti è un buonissimo capitano, ma Armando aveva quel carattere livornese in più... Sneijder? L'olandese non deve fare la primadonna, deve giocare da Sneijder, come faceva con Mourinho e con l'Olanda. Ultimamente si è un po' dimenticato come si fa".

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