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Una sconfitta dovrebbe solitamente rispecchiarsi in numerose e ineccepibili insufficienze, ma non in questo caso.

Sconfitta preventivata quella di Torino, ma il Catania ne esce con rinnovato ottimismo. Mercoledi recupero contro il Siena, poi il Novara in casa, è il momento di accelerare. Dopo l'exploit contro il Genoa il Catania lascia il passo ai bianconeri di mister Conte, fortunati e intraprendenti nel cercare a tutti i costi la vittoria e i conseguenti 3 punti. Dal più classico dei “Dottor Jekyll e Mr Hyde”, gli etnei passano da un entusiasmante primo tempo ad una disastrosa ripresa, sostanzialmente frutto di diversi errori individuali, tra tutti quelli di Kosicky e Motta.    

COSA VA - La prima frazione di gioco ha posto in ripiano l'ottimo stato di forma rossazzurro, una condizione psicofisica che è riuscita a far leva sull'elevata mole di gran calcio giocato espressa dai ragazzi di Montella. Il termine usato da Sky, vale a dire “piccolo Barcellona” rispecchia ampiamente il lavoro fin qui svolto dall'aeroplanino, capace di trasmettere in pochi mesi al suo giocattolo tutta il vasto repertorio tecnico da lui posseduto. Il Catania nel primo tempo ha messo in seria difficoltà la potenziale capolista (una gara da recuperare per la Juve) e questo non può far altro che rendere felice l'intero ambiente etneo. Pressing altissimo, manovra palla a terra e passaggi di prima, l'unico errore è quantificabile nell'impreciso piazzamento della barriera che ha permesso il gol del pareggio a Pirlo, magistralmente abile come sempre a trovare i centimetri lasciati liberi.     

COSA NON VA - La seconda parte di match, quella da “Mr Hyde” racchiude il peggio di quanto il Catania potesse riuscire ad esprimere in una partita. Imprecisione, errori individuali, calo fisico e conseguente appannamento di idee, tutti fattori che hanno dato il via all'esplosione bianconera, cinicamente capace di chiudere la pratica con un uno-due terribile. Sull'improvviso cambio di passo rossazzurro è innegabile come possa aver influito in maniera esponenziale l'inferiorità numerica, regalata da un goffo quanto maldestro fallo di Motta, forse troppo deciso a dimostrare ai suoi ex tifosi tutto il suo valore. Insomma, un secondo tempo da riporre decisamente in soffitta, ma non dentro un cassetto, bensì in uno scatolone sigillato da tutte le parti.    

TOP&FLOP - Una sconfitta dovrebbe solitamente rispecchiarsi in numerose e ineccepibili insufficienze, ma non in questo caso, dove il Catania ha comunque dimostrato di poter tenere testa a chiunque, episodi negativi a parte. Sufficienza piena per Barrientos (pregevole la sua rete), Almiron, Le grottaglie e Bergessio, quest'ultimo troppo poco servito per poter impensierire più di tanto il gigantesco Buffon, se non nella clamorosa traversa colpita nel primo tempo. Da rivedere senza ombra di dubbio Motta, Izco, Lodi ma soprattutto Kosicky, autore di diversi e clamorosi errori che hanno spianato la strada ai bianconeri. La sua riconferma appare adesso in forte dubbio, Carrizzo scalda i guanti. Giudizio mediocre, “ne carne ne pesce” per quel che riguarda Spolli, Gomez, Bellusci, Biagianti e Seymour, quest'ultimo autore comunque di un esordio condito da forte personalità.

CONSIGLI PER IL MISTER - Una lettura della gara non perfetta, buona nel primo tempo ma sbagliata nel complesso. Stavolta i cambi effettuati dal tecnico napoletano non hanno portato i risultati sperati, anzi, hanno forse tolto quel qualcosa in più in attacco che i rossazzurri erano riusciti ad opporre alla Juventus. Levare Barrientos per inserire Biagianti è un chiaro segnale di arresa, cosi come quelli di Seymour e Spolli per Lodi e Gomez. Via due esterni d'attacco e un regista dai piedi buoni per un difensore e due centrocampisti di rottura, va bene difendersi dall'inferiorità numerica, ma chiudersi a riccio per aspettare la rete dell'avversario è risultato quanto mai assolutamente sbagliato.   

IL FUTURO - Continua il tour de force dei rossazzurri, attesi mercoledì nel recupero della partita di Siena, una compagine che non vive decisamente un ottimo momento. Il Catania sarà senza Motta squalificato, probabile la riproposizione del 3-5-2 con un sacrificato a scelta tra Gomez e Barrientos, quanto meno in termini di posizione. A seguire le gare contro Novara al Massimino, Cesena e Inter in trasferta, per un totale di 4 partite che diranno molto sul reale obiettivo degli etnei, come sempre al bivio tra campionato tranquillo e salvezza da conquistare. Ci sarà da sudare, da correre e da giocare e siamo sicuri che l'elefante non si tirerà indietro.

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