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Il presidente ribadisce la propria tesi: il calcio coinvolge tanti interessi; la critica continua alla Lazio e ai suoi componenti è premeditata. Lettera aperta ai tifosi.

Claudio Lotito, presidente della Lazio, è tornato a parlare delle polemica tra la società biancoceleste e alcuni organi di informazione. Il dirigente lo ha fatto scrivendo una lettera ai propri tifosi; il testo integrale è pubblicato sul sito ufficiale della società.

Lazio e stampa, una settimana di tensione; Lotito torna sull'argomento con una lettera. Gioco e sport: per spiegare la propria tesi, il presidente comincia chiarendo la differenza tra questi due concetti.

“Che cosa trasforma un semplice gioco in uno sport? Le regole prima di tutto (...). Nel gioco il risultato è importante fino ad un certo punto. Quello che conta è soprattutto il divertimento. (...) Nello sport, invece, il peso delle responsabilità è ben più forte ed evidente, l’esito finale ha una valenza che nel gioco manca. (...) Questo è lo sport:  ci sono delle regole da rispettare: di comportamento, di moralità, di etica, di rispetto”.

Niente gioco dunque. Il calcio è lo sport per eccellenza; un pallone, un campo e, soprattutto, tanti, tanti interessi. I tifosi, gli investimenti economici, la necessità di raggiungere un obiettivo senza violare le regole. Qualcosa di più di un divertimento; in questo mondo sorriso e lavoro vanno di pari passo.

Interessi ingombranti; ecco perchè qualcuno potrebbe avere l'interesse di spostare gli equilibri. Lotito denuncia: “Ultimamente, mi domando se alcuni dissensi sulla vita della nostra squadra siano il prodotto di comportamenti meschini ed invidiosi (o addirittura studiati ad arte, volti a destabilizzare) (...).

"Mi piacerebbe – continua il presidente -  che la critica biancoceleste fosse il prodotto di un’elaborazione fatta di dati certi e su lungo periodo (...) e non  il prodotto di un lavaggio di cervello, messo in atto da alcuni media, strumenti di certi personaggi che “amano” gettare fango, sulla nostra squadra, creando disorientamento, malumore, delusione (...)”.

Mettere in subbuglio il mondo Lazio. Lotito è chiaro, qualcuno potrebbe avere il proprio tornaconto nel farlo. Il presidente accusa e rilancia: “Ci rifiutiamo, di ripetere come degli imbelli, frasi confezionate da loschi figuri che si atteggiano a maestri di sport, di vita, di morale. Questi individui possono pensare di comportarsi così con altri".

(...) Se, chiunque delle “ombre nere”, ha scambiato la nostra foga nel commentare un incidente di percorso per disaffezione, per scoramento, per disfattismo… beh, si è sbagliato.  Quello – conclude -  non è il popolo laziale. Popolo critico, sì, ma sempre più vicino e compatto a difendere i ragazzi, quando le “ombre nere” cercano di avvicinarsi…”


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