Astori, in bilico tra Cagliari e Milan, si ispira a Nesta e teme Gilardino: "E' il più difficile da marcare"

Il difensore del Cagliari è stato intervistato in esclusiva da ilsussidiario.net
Davide Astori è uno dei giovani più promettenti visti quest'anno in Serie A. Classe 1987 è cresciuto nelle giovanili del Milan, per poi iniziare a farsi le ossa in Serie C come professionista prima nel Pizzighettone e poi nella Cremonese fino ad approdare al Cagliari che lo lancia in Serie A nel 2008. Astori si racconta in questa intervista in esclusiva per ilsussidiario.net

Per un giovane calciatore è meglio farsi le ossa in club di seconda fascia o approdare subito in un grande club per "rubare" i segreti ai campioni? “Sicuramente un po’ di gavetta serve. Quando si gioca un anno intero da titolare con un ottimo club come il Cagliari acquisti tanta sicurezza in più. Solo il campo ti dà la misura di quanto di buono fai in allenamento”.

In questa stagione stai mostrando al calcio italiano le tue qualità, in cosa dovresti migliorare dal punto di vista tecnico e tattico?
“Credo in tantissime cose, a livello tecnico, tattico e fisico. Bisogna migliorarsi in ogni allenamento e porsi degli obiettivi per fare dei progressi”.

Il tuo cartellino è in comproprietà tra Cagliari e Milan, dovendo scegliere liberamente preferiresti un altro anno da titolare in Sardegna o il ruolo di riserva dei titolari a Milano?Si vedrà in estate. Decideranno le Società interessate, io al momento non posso aggiungere altro”.

Quale giovane ti ha impressionato di più in questa stagione?
Bonucci del Bari, che già conoscevo, e il nostro Daniele Ragatzu”.

La salvezza del Cagliari è praticamente certa, non hai paura di un certo appagamento di tutta la squadra? “Siamo in crisi di risultati e da fuori può sembrare che ci sia stato un appagamento, ma non è così. Semplicemente è un momento dove le cose non girano come vorresti. Allo stesso modo, penso che prima o poi me verremo fuori e il vento tornerà a soffiare dalla nostra parte”.

Hai un modello di calciatore a cui ti ispiri? “Sicuramente Alessandro Nesta”.

Qual è stato l'attaccante più difficile che hai marcato in Italia?
“Alberto Gilardino. E’ uno che non molla mai, non gli devi lasciare un centimetro perché hai dei movimenti che ti mettono in difficoltà. Alla minima occasione ti punisce. Se non gli creano l’occasione, se la crea lui”.

Redazione ‘IlSussidiario,net'