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"Non voglio più sentire questa storia!": Miccoli si arrabbia per le voci che lo dipingono in sovrappeso...
L'attaccante rosanero: "Ci pesiamo ogni giovedì, questa cosa mi dà fastidio!"
Un piccolo infortunio sta mettendo a rischio la presenza di Fabrizio Miccoli nel big match di Torino contro la Juventus. Il capitano rosanero ieri in conferenza stampa pero’ si e’ voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa e ha risposto cosi’ a chi continua ad accusarlo di essere sovrappeso: “Credo sia arrivato il momento di dire basta su questa questione. Incontro tifosi che mi dicono che in fondo non sono così grasso e che sto bene e la cosa mi dà fastidio perchè non capisco come sia nata – si legge sul Corriere dello Sport - Parlano i numeri, ogni mercoledì ci pesiamo, ci sono le tabelle che dicono che sono in forma. Se alla gente non sta bene, mi faccio da parte così magari il Palermo compra un attaccante più magro e che corre di più. Mettiamo un punto fermo su questa cosa se no non so come posso reagire”.
Miccoli ha poi continuato il suo sfogo: “Potevo far finta di niente, ma voglio rendere noto il mio stato d’animo. Anche per la mia reazione dopo le sostituzioni. Quando esco, abbasso la testa perchè non sono contento di uscire come tutti i calciatori del mondo; non dico grazie all’allenatore che mi sostituisce ma non ce l’ho con nessuno. E’ un mio modo di fare, poi dalla panchina incito la squadra e i compagni. Ho sbagliato solo a Napoli quando andai via dal campo, ma poi ho chiesto scusa. Ho avuto il dubbio di non rientrare nei piani del Palermo, mi è stato tolto chiaramente dalla società e da Rossi”. Ora l’obiettivo e’ la prossima gara con la Juventus, importantissima per le chances europee di entrambe le squadre: “E’ una partita aperta perchè il Palermo anche fuori casa fa il proprio gioco e prepara le gare in modo specifico. Certo ora la Juventus sta bene fisicamente e mentalmente, speriamo sia stanca dopo l’Ajax...”.
Lo scorso anno il Palermo s’impose 2-1 con un rete anche di Miccoli che venne sonoramente fischiato all’Olimpico: “L’emozione di un anno fa è indimenticabile ma l’importante è tornare da Torino con un risultato positivo. Ricordi da ex? Anche se non partivo spesso titolare, feci 9 gol più 2 in Champions. Un anno positivo, poi diverse cose mi hanno convinto ad andare via. Di quel gruppo sento ancora Buffon e Camoranesi. I tanti infortuni della Juve? Forse dipende dal clima, Torino è fredda, ci si allena su campi ghiacciati ma con quella grandissima rosa possono cambiare come vogliono - poi conclude - Dovremo stare attenti a non buttarci via come è successo a Roma. Aspettarli e poi ripartire capendo quand’è il momento giusto. Il mio amico Amauri? Lo chiamerò ma non parleremo di calcio: l’unica cosa che posso dirgli è fai il bravo...”.
Miccoli ha poi continuato il suo sfogo: “Potevo far finta di niente, ma voglio rendere noto il mio stato d’animo. Anche per la mia reazione dopo le sostituzioni. Quando esco, abbasso la testa perchè non sono contento di uscire come tutti i calciatori del mondo; non dico grazie all’allenatore che mi sostituisce ma non ce l’ho con nessuno. E’ un mio modo di fare, poi dalla panchina incito la squadra e i compagni. Ho sbagliato solo a Napoli quando andai via dal campo, ma poi ho chiesto scusa. Ho avuto il dubbio di non rientrare nei piani del Palermo, mi è stato tolto chiaramente dalla società e da Rossi”. Ora l’obiettivo e’ la prossima gara con la Juventus, importantissima per le chances europee di entrambe le squadre: “E’ una partita aperta perchè il Palermo anche fuori casa fa il proprio gioco e prepara le gare in modo specifico. Certo ora la Juventus sta bene fisicamente e mentalmente, speriamo sia stanca dopo l’Ajax...”.
Lo scorso anno il Palermo s’impose 2-1 con un rete anche di Miccoli che venne sonoramente fischiato all’Olimpico: “L’emozione di un anno fa è indimenticabile ma l’importante è tornare da Torino con un risultato positivo. Ricordi da ex? Anche se non partivo spesso titolare, feci 9 gol più 2 in Champions. Un anno positivo, poi diverse cose mi hanno convinto ad andare via. Di quel gruppo sento ancora Buffon e Camoranesi. I tanti infortuni della Juve? Forse dipende dal clima, Torino è fredda, ci si allena su campi ghiacciati ma con quella grandissima rosa possono cambiare come vogliono - poi conclude - Dovremo stare attenti a non buttarci via come è successo a Roma. Aspettarli e poi ripartire capendo quand’è il momento giusto. Il mio amico Amauri? Lo chiamerò ma non parleremo di calcio: l’unica cosa che posso dirgli è fai il bravo...”.
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