L'attacco di Berlusconi? Leo questa volta non si tiene: "Non fa bene alla squadra, basta una parola e vado"

Il tecnico rossonero parla alla vigilia della trasferta di Bari.

Leonardo - Milan (Getty Images)
E' un Leonardo reduce da una settimana tutt'altro che semplice quello che oggi ha parlato alla vigilia della difficile trasferta di Bari.

Il suo Milan infatti è uscito sconfitto dalla sfida di Champions League con il Manchester United, ma secondo il tecnico brasiliano la partita contro ai Red Devils ha lasciato anche strascichi positivi: "Dovremo gestire la questione psicologica, perche' e' normale che la squadra sia influenzata dai risultati, ma noi siamo usciti da questa partita più convinti di quanto non lo fossimo prima, perche' abbiamo giocato alla pari e per alcuni tratti meglio di una grande squadra come il Manchester, che alla vigilia era superfavorita. Anche la gente allo stadio ha capito che c'eravamo, per quello non sono preoccupato, anche se effettivamente e' arrivata una sconfitta e capisco anche le critiche. Spero comunque di mantenere questo rendimento e di fare bene".

Non è stata solo la settimana della sconfitta contro il Manchester United, ma anche quella delle critiche rivolte al tecnico da parte di Silvio Berlusconi, parole quelle del patron rossonero che però non hanno scalfito Leonardo: "Berlusconi? Io sono molto tranquillo, i nostri accordi sono chiari. Tutti sappiamo come sono arrivato qui, se il presidente decidera' che dovesse essere arrivato il momento di mettermi da parte, bastera' una parola. Ma per andare avanti abbiamo bisogno di tranquillita' ed e' chiaro che queste voci non fanno bene, fortunatamente questa e' una squadra matura. Dovesse arrivare il giorno di dirsi addio, non ci saranno neanche costi aggiuntivi, non dovranno mai pagare due allenatori. Ma in questo momento questi giocatori vanno difesi, perche' hanno reso molto di più delle aspettative, hanno dato tutto, hanno fatto cose eccezionali. Poi ovviamente tutti vogliono vincere, noi come il presidente. Io quando leggo di graticola, bilico, ma che cosa? Dovesse finire, la mia storia va avanti. Anche la storia dell'aziendalista, e' un' altra falsita': io ragiono con la mia testa, in liberta' assoluta. La mia posizione e' chiarissima. Io non penso alle dimissioni, io cerco la serenita' della squadra. Con il presidente ci siamo sentiti prima di Manchester, dopo no, ma non e' il caso di fare processi".

Dal nostro inviato
Sergio Stanco


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