Moggi-Milan, al via la guerra dei CAPELLI: "Meani prometteva a Rodomonti un TRAPIANTO in Svizzera..."

L'ex dg bianconero sugli scudi al processo di Napoli.

Luciano Moggi
Non mancano i colpi di scena al processo di Napoli su Calciopoli. Ieri c'è stata la tanto attesa audizione del tenente colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio, personaggio di punta dell'inchiesta. E' stato solo il primo step, dato che occorreranno altre due udienze per passare poi al controesame delle difese, sempre molto agguerrite. I legali dei vari imputati (tra i quali Luciano Moggi e l'ex arbitro Massimo De Santis, presenti in aula) hanno contestato ad Auricchio l’inesattezza di alcune ricostruzioni come quelle che abbinano arbitri a partite mai dirette, ma, in particolare, viene messo in discussione il metodo seguito dal teste, ovvero la lettura di intercettazioni non trascritte dal perito nominato dal tribunale, ma prese dai brogliacci dei carabinieri.

Alla fine della sua prima deposizione, è stato l'ex direttore generale della Juventus in persona a fare una dichiarazione spontanea: "L’arbitro Rodomonti vicino a me e alla Juve? Un falso - ha tuonato Moggi, con un attacco diretto verso il Milan, come fa notare il quotidiano 'La Stampa' -. Auricchio ha letto le intercettazioni che gli facevano comodo. Rodomonti dopo aver arbitrato una partita vinta dal Milan 1 a 0 su rigore parla con il dirigente rossonero Meani che gli dice bravo perché il rigore era giusto e che continua dicendogli che il presidente gli farà fare il trapianto di capelli da 30 mila euro in Svizzera. La spia era Manfredi Martino, l’allora segretario della Can: era lui a mandare gli sms non appena erano noti i nomi degli assistenti per le partite".

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