Il Punto sulla Roma - Quando c'è lui, tutto ritorna a funzionare

Il rientro del capitano va ogni oltre aspettativa: gli bastano 27 minuti per far capire qual è il giocatore italiano più forte in circolazione.

Francesco Totti festeggia la sua tripletta in Roma-Bari (Getty Images)
Trepidanti dopo due settimane di attesa, i tifosi giallorossi avevano preparato il vestito buono della domenica per presentarsi allo stadio. Un po’ per la noia senza calcio nazionale, anche perché nella pausa Uefa dei veleni internazionali e delle amichevoli di poco conto quasi nessun giallorosso ha brillato (a parte Vucinic, con il suo Montenegro), un po’ perché si aspettava con ansia il ritorno del numero 10 in campo, l’unico capace di risollevare animi e risultati della squadra, quello che oggi fa dire a chi ha il dubbio se guardarsi la partita comodamente sul divano oppure andare allo stadio: vabbè, prendi la sciarpetta e andiamo, che oggi torna in campo il Capitano.

Due settimane di lavoro e di chiacchere, fatte di notizie ed indiscrezioni, di comunicati finanziari, di paroloni che stordiscono il tifoso comune. Per uscire da questa condizione psicologica, i ragazzi di Ranieri dovevano tirare fuori gli attributi, e da subito. Soprattutto perché all’Olimpico veniva a fare visita il Bari, con tre punti di più in classifica e 10.000 appassionati al seguito. Roba da festeggiamenti per il raggiungimento della Champions o simili vista l’invasione biancorossa, che quasi quasi ricambia la visita che fecero 8 anni fa i tifosi romanisti quando per la sfida ai galletti al San Nicola, nell’anno dello scudetto, vennero in Puglia con un esercito di simile misura per festeggiare e sostenere la squadra che da lì a poco sarebbe diventata Campione d’Italia. Forse in molti dei baresi se lo sono ricordato e hanno voluto mandare un segnale: siamo tornati in A, adesso siamo noi ad “invadere” la Roma calcistica.

Ma pur essendo volenterosi, incessanti e colorati, i tifosi del Bari non potevano certo immaginare che la loro squadra prendesse la metà dei goal subiti finora in soli 27 minuti. Non avevano fatto i conti con Francesco Totti, senza dubbi il giocatore italiano più forte a tutt’oggi e con una voglia e determinazione ancora superiore a tutti gli anni di carriera precedenti. Prima il rigore guadagnato da un Vucinic in forma strepitosa, poi una punizione-bomba che Gillet non ha potuto impedire in alcun modo, infine il sinistro malefico che si è andato ad insaccare da posizione difficilissima, complice anche un tocco di Bonucci che forse, però, non ha cambiato di moltissimo il risultato finale visto che la palla poteva entrare ugualmente dato il “giro” che aveva preso. Insomma, un vero show che ha permesso alla Roma di vivere di rendita per il resto della partita, che ha fatto felici tutti quelli che aspettavano da più di un mese che si riaccendesse la luce. Con tanti cari saluti a tutti i detrattori e gli pseudo-addetti ai lavori che davano, ancora una volta, il capitano della Roma per finito, cotto, ormai troppo fragile. Migliore risposta di questa non c’è…

Daniele Murchio
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