advertisement
Il Punto sulla Juve – La rincorsa continua, ma serve un altro Melo
Prestazione inquietante del brasiliano, conforta invece il rientro di Sissoko. Primo duetto Diego-Del Piero.
Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Al cospetto di un’Udinese falcidiata dagli infortuni la Juventus aveva l’obbligo di non perdere altro terreno dall’Inter capolista e i tre punti sono arrivati a meno di due settimane dal big match contro i nerazzurri. Ottavo successo in campionato (quarto in casa) e sempre 5 lunghezze da recuperare dalla vetta della classifica. Ma se a Bologna gli uomini di Mourinho hanno offerto una prestazione prepotente, la stessa cosa non si può dire della Vecchia Signora.
Il primo tempo contro la squadra di Marino è stato piuttosto deludente. Idee confuse, circolazione lenta del pallone, errori elementari in fase di appoggio e un’apatia ingiustificabile dopo due settimane di sosta. Lo specchio di 45 minuti grigi come la maglia indossata contro è friulani è stata la perfomance disastrosa di Felipe Melo. Il brasiliano, che aveva brillato nell’amichevole della seleçao contro l’Inghilterra di Capello, non ne ha azzeccata praticamente una: passaggi regalati agli avversari, tempi sbagliati nell’affondare i tackle, nervosismo eccessivo, andatura pesante. Ferrara avrebbe dovuto sostituirlo già nel primo tempo, la sensazione è che con il rientro a tempo pieno di Marchisio e Sissoko mister “25 milioni” corra il grosso rischio di sedersi in pianta stabile in panchina. Proprio il maliano, di nuovo in campo dopo il secondo infortunio stagionale, ha dimostrato ancora una volta di essere fondamentale per la linea mediana bianconera. La sua vigoria fisica è impressionante, lo trovi dappertutto, è mancato troppo a questa Juve e la speranza dei tifosi è che non lasci mai più il rettangolo di gioco (e rinunci magari alla Coppa d’Africa…).
Prestazione finalmente positiva di Poulsen, concreto in fase di interdizione e decisivo nel dare il la all’azione del goal. Strano vedere in quell’occasione entrambi i terzini in proiezione offensiva, con un gagliardo Caceres a fare da assist-man per l’inserimento puntuale di Grosso. In attesa di eventuali movimenti di mercato a gennaio, l’uruguaiano e il campione del mondo confermano di essere le prime scelte sugli esterni di difesa. Altra brillante esibizione di Chiellini, in un periodo di esaltante superiorità fisica nei confronti di qualsiasi avversario, così come non è mancato il solito contributo di fosforo di un Camoranesi molto più a suo agio con il 4-2-3-1 che nel rombo.
E’ tornato finalmente Del Piero, osannato dal pubblico dell’Olimpico fin dal momento del riscaldamento. Il capitano ha riassaporato il campo regalando una prestazione dignitosa e il primo duetto di qualità con Diego a metà della ripresa. La condizione non può essere ovviamente delle migliori, ma siamo certi che la sua classe sarà molto utile nel prosieguo della stagione, visti anche gli infortuni di Trezeguet e Iaquinta. Il suo ingresso ha fatto sì che Diego si spostasse sulla sinistra, ruolo non propriamente suo ma nel quale non ha sfigurato. Il fantasista brasiliano ama stare nel vivo della manovra, ma ha corsa, fisico e spirito di sacrificio per disimpegnarsi in qualsiasi posizione nel terzetto alle spalle dell’unica punta.
A Ferrara è rimasto il solo Amauri da schierare come centravanti, ma il brasiliano contro l’Udinese non ha offerto il meglio di sé. E’ apparso stranamente statico e lento nei movimenti, ha offerto poche sponde per i compagni e si è divorato un goal clamoroso ad un passo da Handanovic. Deve assolutamente ritrovare brillantezza, anche perché dovrà sorbirsi il peso dell’attacco sia nelle decisive sfide di Champions con Bordeaux e Bayern Monaco che nel big match contro l’Inter. Nell’ultimo turno di campionato Pazzini, Gilardino e Borriello hanno segnato e convinto, di questo passo sarà sempre più dura giustificare una sua chiamata per i Mondiali…
Marco Amabili
Il primo tempo contro la squadra di Marino è stato piuttosto deludente. Idee confuse, circolazione lenta del pallone, errori elementari in fase di appoggio e un’apatia ingiustificabile dopo due settimane di sosta. Lo specchio di 45 minuti grigi come la maglia indossata contro è friulani è stata la perfomance disastrosa di Felipe Melo. Il brasiliano, che aveva brillato nell’amichevole della seleçao contro l’Inghilterra di Capello, non ne ha azzeccata praticamente una: passaggi regalati agli avversari, tempi sbagliati nell’affondare i tackle, nervosismo eccessivo, andatura pesante. Ferrara avrebbe dovuto sostituirlo già nel primo tempo, la sensazione è che con il rientro a tempo pieno di Marchisio e Sissoko mister “25 milioni” corra il grosso rischio di sedersi in pianta stabile in panchina. Proprio il maliano, di nuovo in campo dopo il secondo infortunio stagionale, ha dimostrato ancora una volta di essere fondamentale per la linea mediana bianconera. La sua vigoria fisica è impressionante, lo trovi dappertutto, è mancato troppo a questa Juve e la speranza dei tifosi è che non lasci mai più il rettangolo di gioco (e rinunci magari alla Coppa d’Africa…).
Prestazione finalmente positiva di Poulsen, concreto in fase di interdizione e decisivo nel dare il la all’azione del goal. Strano vedere in quell’occasione entrambi i terzini in proiezione offensiva, con un gagliardo Caceres a fare da assist-man per l’inserimento puntuale di Grosso. In attesa di eventuali movimenti di mercato a gennaio, l’uruguaiano e il campione del mondo confermano di essere le prime scelte sugli esterni di difesa. Altra brillante esibizione di Chiellini, in un periodo di esaltante superiorità fisica nei confronti di qualsiasi avversario, così come non è mancato il solito contributo di fosforo di un Camoranesi molto più a suo agio con il 4-2-3-1 che nel rombo.
E’ tornato finalmente Del Piero, osannato dal pubblico dell’Olimpico fin dal momento del riscaldamento. Il capitano ha riassaporato il campo regalando una prestazione dignitosa e il primo duetto di qualità con Diego a metà della ripresa. La condizione non può essere ovviamente delle migliori, ma siamo certi che la sua classe sarà molto utile nel prosieguo della stagione, visti anche gli infortuni di Trezeguet e Iaquinta. Il suo ingresso ha fatto sì che Diego si spostasse sulla sinistra, ruolo non propriamente suo ma nel quale non ha sfigurato. Il fantasista brasiliano ama stare nel vivo della manovra, ma ha corsa, fisico e spirito di sacrificio per disimpegnarsi in qualsiasi posizione nel terzetto alle spalle dell’unica punta.
A Ferrara è rimasto il solo Amauri da schierare come centravanti, ma il brasiliano contro l’Udinese non ha offerto il meglio di sé. E’ apparso stranamente statico e lento nei movimenti, ha offerto poche sponde per i compagni e si è divorato un goal clamoroso ad un passo da Handanovic. Deve assolutamente ritrovare brillantezza, anche perché dovrà sorbirsi il peso dell’attacco sia nelle decisive sfide di Champions con Bordeaux e Bayern Monaco che nel big match contro l’Inter. Nell’ultimo turno di campionato Pazzini, Gilardino e Borriello hanno segnato e convinto, di questo passo sarà sempre più dura giustificare una sua chiamata per i Mondiali…
Marco Amabili
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
12 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità