Il Punto sul Palermo - Altro che RIVINCITA...

Fischi al Barbera. Zenga, dove è il gioco?

Giulio Migliaccio - Palermo (Getty Images)
Doveva essere il giorno della rivincita del Palermo e dei palermitani nei confronti di quel Catania che appena otto mesi fa lo umiliò al Barbera, sconfiggendolo 0-4, ed invece i rosa non vanno oltre il pari rischiando anche di perdere l'incontro. Walter Zenga (esonerato in mattinata) non è riuscito a compiere la stessa impresa dello scorso, anno quando sedeva proprio sulla panchina etnea e la sua nuova squadra è apparsa appagata e svogliata. Il Palermo gioca soltanto i primi quarantacinque minuti, concedendo poco al Catania, ma nella ripresa cambia la musica e i rossoazzurri guidati da Gianluca Atzori pareggiano e siglano anche l'1-2 annullato per presunto fuorigioco. I problemi dei siciliani non sono stati risolti con la pausa per la nazionale; il mister sembra non conoscere bene i suoi giocatori e non saper dare un'identità fissa alla sua squadra. Zenga cambia modulo, passando dalla difesa a tre a quella a quattro, non trovando una giusta collocazione a Migliaccio nel rombo di centrocampo.

L'unica nota positiva di oggi è il buonissimo primo tempo giocato da Javier Pastore, che mette in seria difficoltà la retroguardia etnea. Non cambiano i problemi rosanero e non cambia nemmeno il rendimento di Cavani, autore di un'altra prova altamente insufficiente; non entrano in partita Abel Hernandez e Igor Budan, mentre deleterio è apparso l'ingresso in campo di un Liverani ancora al 30 %, colpevole di aver sbagliato quasi tutti i passaggi. Due punti in quattro partite sono lo specchio di un Palermo partito con importanti ambizioni e incapace di sbrogliare la matassa che gli si è formata attorno.

Salvo Ferrara


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