advertisement
Il Punto sul Napoli - E' notte fonda lontano dalla ZONA MAZZARRI...
Gli uomini di Mazzarri devono imparare a entrare in partita dal calcio d' inizio.
Secondo 0-0 consecutivo per il Napoli di Mazzarri. Reti bianche, gioco bianco, spettacolo bianco. Tutto bianco. Gli azzurri che recuperavano in extremis il match contro il Milan e ribaltavano quello contro la Juventus erano scintillanti, rossi di rabbia se così si può dire. Ora sembra essere tornati al grigiore delle reti bianche. Fosse un solo problema di Napoli si griderebbe alla nuova crisi, ma le squadre in campo sono due. E così non si segna, non si subisce. Tutti contenti? Ovviamente no, visto che sono ancora presenti tanti difetti che mago Mazzarri non è ancora riuscito a trasformare. Re "Walter" Mida non ha gli acquisti sulla coscienza, (come del resto Donadoni) e il recupero ottimale di Zuniga, Quagliarella e Cigarini sembra molto lontano.
Al termine del match interno contro la Lazio, l' allenatore ha dichiarato: "Zuniga è appena rientrato da un infortunio, quindi anche in caso di posizionamento sulla destra, probabilmente avrebbe giocato allo stesso modo". Re Mida è così cieco da non vedere il problema? La situazione del colombiano ricorda moltissimo la parabola del Vargas prodigo. Il peruviano sbarcato l'anno scorso a Firenze dopo un' eccellente campionato con il Catania, deluse tifoseria e società. Prandelli capì in seguito che la sua posizione non era quella del terzino stile Pasqual, ma dell' esterno alto di centrocampo. Ora il buon Manuel è il crossatore più forte della serie A, ambito dal Real Madrid e designato erede di Roberto Carlos. Ecco Zuniga, viene da una squadra di provincia come Siena, come lo era stata Catania per Vargas, è al primo anno a Napoli e gioca esterno (sulla destra però). Il problema è che da questa parte c'è già il nazionale Maggio, il quale sta scavalcando le gerarchie di Marcello Lippi. A cosa serve dunque un doppione, senza le coppe europee? La risposta sembra proiettarsi alla prossima annata, se il Napoli dovesse qualificarsi per l' Europa, piccola o grande che sia, si tireranno le somme, ma in mancanza di impegni infrasettimanali Zuniga risulterebbe di troppo. Ora come ora lo è, Maggio non può essere superato e a sinistra pare un pesce fuor d' acqua.
Cigarini e Quagliarella sono nella medesima situazione. Uno dovrebbe essere faro e anima della squadra, sulle orme dei Pirlo e dei Liverani, l' altro bomber implacabile come a Genova e Udine. Sono entrambi dei flop abbastanza pesanti vista la spesa del presidente De Laurentiis. Cigarini non riesce a risorgere, mentre Quagliarella paga l' assenza di un ariete o di una prima punta mobile che possa ricevere i suoi assist e che sappia attirare gli avversari su di sè. L' attaccante sta seriamente rischiando di perdere i mondiali in Sudafrica, viste le mediocri prestazioni in maglia azzurra. Denis o un colpo per gennaio potrebbero fargli tornare sorriso e gol.
In mezzo alle tre quandi delusioni, c'è l' idea generale su Mazzarri. Niente da dire fino ad ora per quanto riguarda i punti arrivati a Napoli. 3 vittorie e 3 pareggi non è roba da tutti, ma il popolo campano chiede sempre di più, fa presto ad esaltarsi. Ecco perchè dopo averlo eletto santo (e statuina del presepe) si dovrebbe rimanere con i piedi ancorati a terra. La nave è stata carica di rabbia nelle rimonte degli ultimi dieci minuti, la "zona Mazzarri", ma questi due pareggi consecutivi e noiosi sono un campanello d' allarme da non sottovalutare. Il gioco non è scintillante, se mancassero quei dieci minuti la squadra sarebbe tra i bassifondi. Per questo si deve ricorrere ai rapari, interpretare la partita con grinta sin dall' inizio, evitando anche comportamenti disastrosi alla Rinaudo (gamba tesa su Zarate, rissa con Cruz, mani nette in area) che comportano la maggior parte delle volte a ricorrere ai famosi ultimi minuti.
Il Napoli ha tanta strada da fare per tornare grande, e per qualificarsi al traguardo minimo dell' Europa League servono concentrazione sin dal calcio d' inizio e un probabile aiuto da parte del presidente. L' ariete e il centrale d' esperienza servono ora più che mai, altrimenti non ci saranno nuove statuine felici nel presepio partenopeo.
Francesco Schirru
Al termine del match interno contro la Lazio, l' allenatore ha dichiarato: "Zuniga è appena rientrato da un infortunio, quindi anche in caso di posizionamento sulla destra, probabilmente avrebbe giocato allo stesso modo". Re Mida è così cieco da non vedere il problema? La situazione del colombiano ricorda moltissimo la parabola del Vargas prodigo. Il peruviano sbarcato l'anno scorso a Firenze dopo un' eccellente campionato con il Catania, deluse tifoseria e società. Prandelli capì in seguito che la sua posizione non era quella del terzino stile Pasqual, ma dell' esterno alto di centrocampo. Ora il buon Manuel è il crossatore più forte della serie A, ambito dal Real Madrid e designato erede di Roberto Carlos. Ecco Zuniga, viene da una squadra di provincia come Siena, come lo era stata Catania per Vargas, è al primo anno a Napoli e gioca esterno (sulla destra però). Il problema è che da questa parte c'è già il nazionale Maggio, il quale sta scavalcando le gerarchie di Marcello Lippi. A cosa serve dunque un doppione, senza le coppe europee? La risposta sembra proiettarsi alla prossima annata, se il Napoli dovesse qualificarsi per l' Europa, piccola o grande che sia, si tireranno le somme, ma in mancanza di impegni infrasettimanali Zuniga risulterebbe di troppo. Ora come ora lo è, Maggio non può essere superato e a sinistra pare un pesce fuor d' acqua.
Cigarini e Quagliarella sono nella medesima situazione. Uno dovrebbe essere faro e anima della squadra, sulle orme dei Pirlo e dei Liverani, l' altro bomber implacabile come a Genova e Udine. Sono entrambi dei flop abbastanza pesanti vista la spesa del presidente De Laurentiis. Cigarini non riesce a risorgere, mentre Quagliarella paga l' assenza di un ariete o di una prima punta mobile che possa ricevere i suoi assist e che sappia attirare gli avversari su di sè. L' attaccante sta seriamente rischiando di perdere i mondiali in Sudafrica, viste le mediocri prestazioni in maglia azzurra. Denis o un colpo per gennaio potrebbero fargli tornare sorriso e gol.
In mezzo alle tre quandi delusioni, c'è l' idea generale su Mazzarri. Niente da dire fino ad ora per quanto riguarda i punti arrivati a Napoli. 3 vittorie e 3 pareggi non è roba da tutti, ma il popolo campano chiede sempre di più, fa presto ad esaltarsi. Ecco perchè dopo averlo eletto santo (e statuina del presepe) si dovrebbe rimanere con i piedi ancorati a terra. La nave è stata carica di rabbia nelle rimonte degli ultimi dieci minuti, la "zona Mazzarri", ma questi due pareggi consecutivi e noiosi sono un campanello d' allarme da non sottovalutare. Il gioco non è scintillante, se mancassero quei dieci minuti la squadra sarebbe tra i bassifondi. Per questo si deve ricorrere ai rapari, interpretare la partita con grinta sin dall' inizio, evitando anche comportamenti disastrosi alla Rinaudo (gamba tesa su Zarate, rissa con Cruz, mani nette in area) che comportano la maggior parte delle volte a ricorrere ai famosi ultimi minuti.
Il Napoli ha tanta strada da fare per tornare grande, e per qualificarsi al traguardo minimo dell' Europa League servono concentrazione sin dal calcio d' inizio e un probabile aiuto da parte del presidente. L' ariete e il centrale d' esperienza servono ora più che mai, altrimenti non ci saranno nuove statuine felici nel presepio partenopeo.
Francesco Schirru
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
7 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità