Maicon ACCOMPAGNATO da Branca nello spogliatoio di Rosetti: "Non sono un MALEDUCATO"

L'ambiente nerazzurro sta facendo del tutto per evitare due giornate di squalifica all'esterno brasiliano dopo il rosso di Bologna.

Maicon - Inter (Getty Images)
In casa Inter c'è davvero paura che Maicon possa saltare per squalifica l'importante big match in casa della Juve del prossimo 5 dicembre. Dalle parti di Corso Vittoro Emanuele si stanno già attivando per evitare due giornate di stop dopo l'espulsione al Dall'Ara del brasiliano per qualche parola di troppo nei confronti del guardalinee Ayroldi.

Il primo a scendere in campo a favore del terzino destro più forte del mondo è stato Massimo Moratti: "Mai­con non ha insultato nessuno - ha preciso il patron nerazzurro, come riporta oggi la 'Gazzetta dello Sport' -. Si è trattato semplice­mente di un  misunderstanding. Mi dicono che dalla bocca del ra­gazzo non siano uscite parolac­ce. Ha soltanto discusso, sareb­be davvero antipatico se questo equivoco portasse pure una squalifica. Non parlate per favore di un'Inter favorita dagli arbitri, fa sorridere una cosa del genere...".

Marco Branca offre qualche indizio in più sul dopo gara di Bologna: "Sono sceso negli spogliatoi piuttosto seccato, pronto a fare una bella ramanzina a Maicon, ma il ragazzo mi ha spiegato subito il tutto - ha detto il dirigente dell'Inter -. All'assistente Ayroldi avrebbe solo detto 'vai tu', due volte, nient'altro. A quel punto l'ho portato nello spogliatoio dell'arbitro Rosetti e ho chiarito alla terna arbitrale che credevo nella sua totale buona fede. Mi interessava però che emergesse la verità".

Anche lo stesso Maicon appare molto sicuro su come siano andate le cose: "Si sono sta­to nello spogliatoio dell’arbitro accompagnato dal mio direttore tecnico e non per scusarmi con il guarda­linee - ha precisato il nazionale verdeoro -. Volevo solo salutarlo e ri­badire che non avevo offeso nessuno. Ho detto due volte 'vai tu', perché Ayroldi per due volte mi aveva invitato ad anda­re via io. Questo è successo e questo ho ripetuto nello spo­gliatoio dell’arbitro. Io non so­no un maleducato".
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