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Il Punto sulla Lazio - La crisi continua, sveglia Lotito: dentro Ledesma e Firmani!
Biancocelesti in piena zona retrocessione.
La Lazio ha pareggiato a Napoli e siamo convinti che in molti proveranno a considerare mezzo pieno un bicchiere in cui realtà si stanno asciugando anche le ultime gocce. C'è poco da stare allegri ed il punto raccolto al San Paolo non basta di certo per essere soddisfatti. La classifica fa sempre più paura e la Lazio è entrata per la prima volta ufficialmente in zona retrocessione, nel senso che occupa il terz'ultimo posto in coabitazione con Livorno, Atalanta e Bologna. Dopo tredici giornate di campionato solo Siena e Catania hanno fatto meno punti dei capitolini, che hanno raccolto sei punti nelle ultime undici partite, che non vincono da ormai tre mesi e che continuano ad essere in palese crisi d'identità.
La Lazio non ha uno straccio di gioco in fase offensiva, non crea praticamente mai occasioni da gol, ha segnato nove reti (tra cui due rigori e un'autorete) in tredici partite e sembra giocare sempre e solo con l'obiettivo di non prenderle. Per questo, alle volte, riesce anche a strappare un buon punto fuori casa (cosa già successa a Firenze, ad esempio) ma alla fine non riesce mai a muovere una classifica che si sta facendo sempre più drammatica.
Uno dei problemi più grandi, secondo noi, riguarda il centrocampo. La linea mediana biancoceleste è impresentabile. Questo costringe gli attaccanti ad un lavoro di copertura oscuro e dispendioso, che gli impedisce di essere pericolosi e lucidi in fase offensiva e che li rende sempre assenti in zona gol. Non può essere un caso se bomber navigati come Cruz e Rocchi, o fuoriclasse assoluti come Mauro Zarate (anche a Napoli entusiasmante per spirito di sacrificio e brillantezza anche in un ruolo non suo) hanno segnato in tre la miseria di sei gol.
Ballardini e la società devono necessariamente correre ai ripari: è arrivato il momento di reintegrare Ledesma e Firmani senza se e senza ma. Se si hanno a cuore le sorti della SS LAZIO 1900 bisogna mettere da parte i rancori personali e pensare solo al bene comune, con l'obiettivo immediato di dare muscoli, intensità e polmoni ad un centrocampo che nell'immediato potrebbe essere rinforzato tornando ad utilizare due calciatori che sono a disposizione e che vengono regolarmente stipendiati. Il mercato di gennaio è ancora troppo lontano per pensare di continuare così, le prossime partite sono troppo importanti per proseguire a giocare con Mauri mediano improvvisato ed un Baronio che fa quello che può ma che non ha il fisico, la grintà e la tenuta atletica per fare il centrale davanti alla difesa.
Domenica prossima arriverà il Bologna in una partita che vale una vita. In molti, forse, non si sono ancora accorti di quello che si sta rischiando. In primis società (responsabile principale, se non unica, di questa crisi) e tecnico, che sarà pure abituato, come tiene a precisare, a fare trenta punti a girone ma che ora ha portato la Lazio in zona retrocessione. Per uscire da questa situazione servono grinta (Firmani e Ledesma ne avrebbero da vendere), coraggio e ovviamente qualche vittoria. Vittorie che però non potrànno mai arrivare se si continuerà a giocare in questo modo e con questi interpreti. Ledesma e Firmani subito. Basta giocare sulla pelle della Lazio.
Roberto Arduini
La Lazio non ha uno straccio di gioco in fase offensiva, non crea praticamente mai occasioni da gol, ha segnato nove reti (tra cui due rigori e un'autorete) in tredici partite e sembra giocare sempre e solo con l'obiettivo di non prenderle. Per questo, alle volte, riesce anche a strappare un buon punto fuori casa (cosa già successa a Firenze, ad esempio) ma alla fine non riesce mai a muovere una classifica che si sta facendo sempre più drammatica.
Uno dei problemi più grandi, secondo noi, riguarda il centrocampo. La linea mediana biancoceleste è impresentabile. Questo costringe gli attaccanti ad un lavoro di copertura oscuro e dispendioso, che gli impedisce di essere pericolosi e lucidi in fase offensiva e che li rende sempre assenti in zona gol. Non può essere un caso se bomber navigati come Cruz e Rocchi, o fuoriclasse assoluti come Mauro Zarate (anche a Napoli entusiasmante per spirito di sacrificio e brillantezza anche in un ruolo non suo) hanno segnato in tre la miseria di sei gol.
Ballardini e la società devono necessariamente correre ai ripari: è arrivato il momento di reintegrare Ledesma e Firmani senza se e senza ma. Se si hanno a cuore le sorti della SS LAZIO 1900 bisogna mettere da parte i rancori personali e pensare solo al bene comune, con l'obiettivo immediato di dare muscoli, intensità e polmoni ad un centrocampo che nell'immediato potrebbe essere rinforzato tornando ad utilizare due calciatori che sono a disposizione e che vengono regolarmente stipendiati. Il mercato di gennaio è ancora troppo lontano per pensare di continuare così, le prossime partite sono troppo importanti per proseguire a giocare con Mauri mediano improvvisato ed un Baronio che fa quello che può ma che non ha il fisico, la grintà e la tenuta atletica per fare il centrale davanti alla difesa.
Domenica prossima arriverà il Bologna in una partita che vale una vita. In molti, forse, non si sono ancora accorti di quello che si sta rischiando. In primis società (responsabile principale, se non unica, di questa crisi) e tecnico, che sarà pure abituato, come tiene a precisare, a fare trenta punti a girone ma che ora ha portato la Lazio in zona retrocessione. Per uscire da questa situazione servono grinta (Firmani e Ledesma ne avrebbero da vendere), coraggio e ovviamente qualche vittoria. Vittorie che però non potrànno mai arrivare se si continuerà a giocare in questo modo e con questi interpreti. Ledesma e Firmani subito. Basta giocare sulla pelle della Lazio.
Roberto Arduini
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