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Livorno-Genoa 2-1: Festa all'Ardenza, è nata la ZONA PULZETTI!
Nel recupero i labronici piegano i rossoblù.
22/nov/2009 17.14.26
Palacio & Candreva - Livorno-Genoa - Serie A (Getty Images)
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Squadre
In campo – Dopo la sconfitta di Bari, il Livorno di Serse Cosmi si presenta al Picchi con alcune importanti novità di formazione. Con Tavano fuori un mese per il noto stiramento, si adotta il 3-5-1-1 con Candreva trequartista e Lucarelli unica punta. Scelte obbligate anche sulle corsie esterne: l'infortunio di Pieri e la squalifica di Raimondi, obbligano il tecnico degli amaranto a ridisegnare le fasce con Filippini e Bergvold. In porta torna De Lucia, difesa composta da Diniz, Miglionico e Knezevic. Sponda rossoblù, Gasperini si affida davanti al trio Mesto, Palacio e Crespo, relegando almeno inizialmente Floccari e Palladino in panchina. Sulla mediana, oltre allo squalificato Milanetto, out anche i lungodegenti Kharja, Jankovic, e Juric, mentre per sopperire alle assenze in difesa, Gasperini ha convocato il giovane Terigi della Primavera.
Si gioca – Sfida da brividi al "Picchi" tra un Livorno in cerca di punti preziosi in chiave salvezza ed il Genoa di Gasperini in campo con il solito spregiudicato ed elettrizzante 3-4-3. Rossoblu in forma smagliante, che si presentano in Toscana carichi di entusiasmo e con oltre duemila tifosi al seguito che occupano il settore ospiti. Pronti via, i liguri si rendono subito pericolosi: Zapater ruba palla a centrocampo, Palacio salta un uomo e serve Crespo che da posizione defilata spara alto sopra la traversa. Il primo quarto d’ora è tutto di marca rossoblu: altra giocata sull'asse argentina Palacio-Crespo, cross del primo con l'ex interista che non arriva di un soffio alla deviazione vincente di testa. Al 12’ è ancora Palacio a rendersi pericoloso: dopo aver bruciato Moro sullo scatto, gran botta dal limite dell’attaccante e palla di poco a lato. Con il passare dei minuti, cresce però la formazione di casa e al primo vero affondo colpisce con Lucarelli: Candreva fugge sulla destra a Bocchetti e centra per il capitano amaranto che con una gran botta di destro trafigge Amelia e realizza cosi l’1-0. Subito il colpo, Gasperini corre ai ripari e inserisce Sculli al posto di uno spento Modesto ma l’azione più pericolosa passa ancora dai piedi di Palacio: gran inserimento centrale di Mesto e conclusione dell'argentino che finisce di poco a lato. Nel finale di primo tempo sale in cattedra Candreva: sotto l’attento sguardo del ct Lippi, il giovane trequartista amaranto prima pesca Lucarelli che conclude di poco sul fondo, poi sforna uno splendido assist per Pulzetti: ottima l'uscita di Amelia sui piedi del centrocampista e pericolo scampato per i rossoblu.
Ad inizio ripresa, è subito il Genoa a rendersi pericoloso: Sculli pesca in area Palacio che salta Galante con un "sombrero" ma, pressato, spara alto. La squadra di Cosmi non si lascia però intimorire e sugli sviluppi di un corner, il solito Candreva metta al centro per Diniz che, sul secondo palo, batte a colpo sicuro ma trova Amelia che con un riflesso eccezionale salva la propria porta. Gasperini prova a rimescolare le carte e butta nella mischia Palladino: proprio dai piedi del numero dieci rossoblu, nasce il pari ospite: dopo un'azione offensiva prolungata, proprio Palladino centra dalla destra, Knezevic respinge corto e sulla palla irrompe Criscito che di sinistro realizza l’1-1. Nel finale di gara, il Livorno accusa la stanchezza ed è ancora Palladino il grande protagonista: l’attaccante va via a due avversari con una magia e viene steso al limite dell'area avversaria: punizione per gli ospiti battuta da Bocchetti e bordata che si spegne sulla barriera. La partita sembra scorrere così sui binari dell'equilibrio ma proprio allo scadere arriva la doccia fredda per Gasperini: Moro scatta sulla destra e crossa in area sul secondo palo, sulla palla va Pulzetti che di testa beffa Amelia e regala tre punti d'oro in chiave salvezza alla squadra di Cosmi.
La chiave – L’ingresso in campo di Palladino sembrava aver segnato la svolta della gara per i rossoblu. Il numero 10 dei liguri, ha dato comunque una maggiore vivacità alla manovra della squadra di Gasperini ed è risultato determinante nell’occasione del gol di Criscito, risultato però inutile ai fini del risultato.
La chicca - Il Picchi si conferma campo stregato per il “grifone”. Anche questo pomeriggio infatti, il Genoa non è riuscito ad infrangere una tradizione negativa che lo vede senza vittorie a Livorno da ben quaranta anni. L’ultimo successo nella stagione 1968-69, un 1-0 ottenuto però sul campo neutro di Firenze; nel campionato precedente invece l’ultima vittoria effettiva all’Ardenza (3-0).
Top&Flop – Candreva è una vera e propria spina nel fianco dei rossoblù: tutte le azioni d’attacco del Livorno partono dai piedi vellutati del giovane trequartista che nel primo tempo ha anche offerto a Cristiano Lucarelli l’assist per l’iniziale vantaggio. Buona anche la prova proprio di Lucarelli, a tratti apparso eccessivamente nervoso ma nuovamente in gol dopo ben undici giornate di digiuno.
Domenico Latella
IL TABELLINO
LIVORNO-GENOA 2-1
MARCATORI: 20’ Lucarelli (L), 62’ Criscito (G), 92’ Pulzetti (L)
LIVORNO (3-5-1-1): De Lucia 6; Diniz 6.5, Knezevic 6, Miglionico 6 (31’ Galante 6.5, 85’ Perticone s.v.); Filippini 6, Pulzetti 7, Mozart 6 (70’ Vitale s.v.), Moro 6.5, Bergvold 6.5; Candreva 7.5; Lucarelli 7. A disposizione: Benussi, Marchini, Danilevicius, Dionisi, Cellerino. All. Cosmi 6.5
GENOA (3-4-3): Amelia 6.5; Biava 5.5, Moretti 5.5, Bocchetti 5.5; Rossi 6, Zapater 5, Modesto 5 (26’ Sculli 5.5), Criscito 6.5; Mesto 5.5, Palacio 6 (50’ Palladino 6.5), Crespo 5 (67’ Floccari 6). A disposizione: Scarpi, Terigi, Tomovic, Fatic. All. Gasperini 5.5
ARBITRO: Rizzoli 6
AMMONITI: Criscito (G), Galante (L), Mesto (G), Lucarelli (L)
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