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Sirigu prepara l'incontro con l'amico Andujar, ma precisa: "Non siamo OSSESSIONATI dal 4-0 dello scorso anno"
Il portiere del Palermo prepara il derby col Catania.
Domenica si giochera’ il derby tra Palermo e Catania. In questi giorni spesso si parla del clamoroso 4-0 dello scorso anno, un risultato che pero’ ormai appartiene al passato e che secondo il portiere rosanero Sirigu non influenzera’ in nessuna maniera la gara di domenica: “Noi stiamo preparando la partita in maniera serena. Non c’è l’ossessione del riscatto, quel derby è dimenticato. Sappiamo tutti che questa sfida ha un sapore speciale ma non la vogliamo vivere come la partita dell’anno. Solo come una partita importante”.
Sirigu e’ partito come panchinaro poi con il passare delle giornate ha rubato il posto a Rubinho, nel Catania invece c’e’ Andujar che lo scorso anno a dirla tutta neanche c'era: “Viviamo in un mondo globalizzato, trovo normale che in Italia arrivino sempre più stranieri anche in quel ruolo. Non ritengo affatto che siano brutti da vedere come molti dicono. E’ vero che la scuola italiana è sempre stata di alto livello, ma c’è da imparare da tutti. Io ho lavorato in più occasioni coi portieri sudamericani e da loro ho appreso molto: oltre a Rubinho oggi, l’anno scorso ero con Da Costa ad Ancona e a Palermo ho capito quant’è forte Andujar – poi sul 'Corriere dello Sport' racconta - Mi sono allenato a lungo assieme a lui quando è arrivato in rosanero nel 2005. Si vedeva che aveva grandi qualità. Non era abituato a lavorare come si fa in Italia e tecnicamente le differenze erano notevoli. Ma Mariano era una spugna, qualunque consiglio gli veniva dato l’apprendeva velocemente. Il Palermo allora non ha creduto in lui ma le sue vittorie con l’Estudiantes ed il suo ritorno a Catania hanno confermato quanto sia cresciuto. Domenica lo saluterò affettuosamente”.
A Palermo c’e’ come allenatore Walter Zenga, uno che di portieri se ne intende... “Può capire prima di altri allenatori i tuoi sbagli. Tanti tecnici hanno bisogno di consigli specifici per giudicare un portiere, lui, pur avendo un ottimo rapporto con Paradisi, il nostro preparatore, si accorge prima di certe cose. E poi fa tutto con serenità, ti tiene sulla corda ma non te lo fa pesare. Io per inciso, non mi sento titolare, devo ancora dimostrare tanto e sono in concorrenza con uno come Rubinho. Che più guardo in allenamento e più imparo”.
Sirigu e’ partito come panchinaro poi con il passare delle giornate ha rubato il posto a Rubinho, nel Catania invece c’e’ Andujar che lo scorso anno a dirla tutta neanche c'era: “Viviamo in un mondo globalizzato, trovo normale che in Italia arrivino sempre più stranieri anche in quel ruolo. Non ritengo affatto che siano brutti da vedere come molti dicono. E’ vero che la scuola italiana è sempre stata di alto livello, ma c’è da imparare da tutti. Io ho lavorato in più occasioni coi portieri sudamericani e da loro ho appreso molto: oltre a Rubinho oggi, l’anno scorso ero con Da Costa ad Ancona e a Palermo ho capito quant’è forte Andujar – poi sul 'Corriere dello Sport' racconta - Mi sono allenato a lungo assieme a lui quando è arrivato in rosanero nel 2005. Si vedeva che aveva grandi qualità. Non era abituato a lavorare come si fa in Italia e tecnicamente le differenze erano notevoli. Ma Mariano era una spugna, qualunque consiglio gli veniva dato l’apprendeva velocemente. Il Palermo allora non ha creduto in lui ma le sue vittorie con l’Estudiantes ed il suo ritorno a Catania hanno confermato quanto sia cresciuto. Domenica lo saluterò affettuosamente”.
A Palermo c’e’ come allenatore Walter Zenga, uno che di portieri se ne intende... “Può capire prima di altri allenatori i tuoi sbagli. Tanti tecnici hanno bisogno di consigli specifici per giudicare un portiere, lui, pur avendo un ottimo rapporto con Paradisi, il nostro preparatore, si accorge prima di certe cose. E poi fa tutto con serenità, ti tiene sulla corda ma non te lo fa pesare. Io per inciso, non mi sento titolare, devo ancora dimostrare tanto e sono in concorrenza con uno come Rubinho. Che più guardo in allenamento e più imparo”.
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