Dal CdA della Juve si alza un CORO: "E' l'ora di tornare a VINCERE"

Camillo Venesio ha parlato della rinascita bianconera post-Calciopoli.

L'esultanza di Camoranesi, Cannavaro, Melo e Diego dopo il secondo goal rifilato dalla Juventus all'Atalanta (Getty Images)
Il consigliere d’amministrazione della Juventus, Camillo Venesio, in un’intervista rilasciata a TuttoSport, racconta come e’ arrivato nel Cda  del club bianconero: “Sono stato contattato dal dot­tor Gabetti. La prima cosa che mi ha chiesto è se fossi tifoso della Juve. Poi ci siamo visti, con lui c’era anche Sant’Alba­no e, insieme, mi hanno spie­gato l’idea della nuova Juve. Ho parlato anche con Elkann e mi sono trovato in sintonia. Sono tifoso della Juve da sempre. Ai miei genitori non interessava il calcio, sol­tanto mio nonno aveva una certa simpatia per i colori bianconeri, ma la sua squadra di riferimento era il Casale. Io seguivo la Juve nel vecchio Comunale: andavo allo stadio due ore prima per trovare po­sti buoni”.

Il pensiero poi torna alla difficile estate del 2006 nel primo periodo di
Calciopoli:I primi cinque mesi sono sta­ti massacranti, tra il lavoro per uscire da Calciopoli e le critiche che ci piovevano ad­dosso. Non mi sono mai penti­to della scelta, ma molte volte i miei figli mi hanno chiesto chi me l’avesse fatto fare. Co­me Cda abbiamo agito con due soli obiettivi: fare il bene della società e tornare a vince­re al più presto. Il primo traguardo l’abbiamo raggiunto, oggi la Juve è uno dei po­chi club ad alto livello in Euro­pa che ha un bilancio solido e una grande organizzazione”.

Ora il prossimo obiettivo e’ tornare a vincere qualche trofeo: “Sì, e non è la sfida del futuro, ma del presente: vogliamo tor­nare a vincere in Italia e in Europa. Ci abbiamo provato l’anno scorso, ci riproviamo adesso, speriamo con esito di­verso – poi continua – Per vincere dobbiamo battere l’Inter ma anche tante altre squa­dre. Lo scontro diretto è im­portante, ma conta anche la partita contro l’Udinese e quella successiva col Bor­deaux”.

Il bilancio di questi primi tre anni e’ stato tutto sommato positivo:I momenti più duri sono sta­ti i primi mesi e la crisi della scorsa primavera. Ma ricordo anche la soddisfazione di bat­tere l’Inter e il Real, o il ritor­no in Champions. Errori? Sbagli sul mercato ce ne sono stati, ma è normale che succe­da”.

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