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Zarate è PRIMO in una statistica, ma a qualcuno non interessa: "Scenda dal piedistallo e torni con i piedi in terra!"
L'attaccante argentino fa discutere all'interno della stessa tifoseria biancoceleste.
La Lazio è sempre più in difficoltà ed anche gli idoli come Mauro Zarate pagano dazio sul piano del rapporto con i tifosi, che sembrano aver perso la pazienza nei confronti di tutti i biancocelesti, nessuno escluso. Nè giovano alla distensione i gesti di insofferenza dell'argentino verso la Curva, o le parole del fratello procuratore che agitano oscure minacce di addio.
Così Maurito nei giorni scorsi si è beccato anche la 'scomunica' pubblica di Bruno Tucci, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio, ma anche editorialista della 'Gazzetta dello Sport': "Nella Lazio in crisi, è di moda alzare la voce. Lo fanno in tanti, anche Zarate, il gioiello di Lotito. Secondo le più nobili tradizioni, non è lui in prima persona a scendere in campo. Delega il fratello Sergio a lanciare il sasso nello stagno prima delle smentite di rito. Che bravi questi giocatori, sempre meno bandiere. Si insegue il danaro e basta. Il resto non conta".
"Ad esempio - continua Tucci - perchè Zarate (o suo fratello) non va indietro nel tempo e ricorda le stagioni in cui militava nello sconosciutissimo torneo arabo e nessuno lo conosceva? Suvvia, Zarate, scenda dal piedistallo e torni con i piedi in terra. Anche perchè da quando è iniziato il campionato, lei non ha fatto sfracelli. Ed allora, dica al suo amato fratello di evitare atteggiamenti del genere. E li eviti pure lei, altrimenti il popolo laziale lo abbandonerà...".
A provare a tirare su il morale di Zarate ci prova il il 'Corriere dello Sport', che pubblica una statistica che vede l'argentino al comando. Maurito è infatti primo per numero di tiri scoccati verso le porte avversarie: 61 in 12 giornate, seguito da Miccoli (58 tiri) e Quagliarella ben distante (46 tiri).
Qualcuno un po' più critico potrebbe trarne argomenti a sostegno dell'eccessivo individualismo del laziale...
Così Maurito nei giorni scorsi si è beccato anche la 'scomunica' pubblica di Bruno Tucci, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio, ma anche editorialista della 'Gazzetta dello Sport': "Nella Lazio in crisi, è di moda alzare la voce. Lo fanno in tanti, anche Zarate, il gioiello di Lotito. Secondo le più nobili tradizioni, non è lui in prima persona a scendere in campo. Delega il fratello Sergio a lanciare il sasso nello stagno prima delle smentite di rito. Che bravi questi giocatori, sempre meno bandiere. Si insegue il danaro e basta. Il resto non conta".
"Ad esempio - continua Tucci - perchè Zarate (o suo fratello) non va indietro nel tempo e ricorda le stagioni in cui militava nello sconosciutissimo torneo arabo e nessuno lo conosceva? Suvvia, Zarate, scenda dal piedistallo e torni con i piedi in terra. Anche perchè da quando è iniziato il campionato, lei non ha fatto sfracelli. Ed allora, dica al suo amato fratello di evitare atteggiamenti del genere. E li eviti pure lei, altrimenti il popolo laziale lo abbandonerà...".
A provare a tirare su il morale di Zarate ci prova il il 'Corriere dello Sport', che pubblica una statistica che vede l'argentino al comando. Maurito è infatti primo per numero di tiri scoccati verso le porte avversarie: 61 in 12 giornate, seguito da Miccoli (58 tiri) e Quagliarella ben distante (46 tiri).
Qualcuno un po' più critico potrebbe trarne argomenti a sostegno dell'eccessivo individualismo del laziale...
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