Melo è stufo di essere valutato a PREZZO: "Se mi hanno pagato tanto non è colpa mia"

Il centrocampista della Juve è diventato una colonna della Nazionale di Dunga.

Felipe Melo, Brazil (PA)
L'aria della seleçao fa bene a Felipe Melo. Con la maglia verdeoro il centrocampista della Juve offre sempre il meglio di sè e da quando ha esordito lo scorso febbraio proprio contro l'Italia di Lippi non è più uscito dall'undici titolare.

Carlos Dunga lo ritiene un elemento fondamentale di una squadra che da tutti è considerata la grande favorita per il Mondiale sudafricano: "Piaccio al ct forse per la personalità con cui mi sono inserito in squadra già nel match di Londra contro gli azzurri - ha ammesso Melo alla 'Gazzetta dello Sport' -. Quando sono arrivato in Nazionale la strada era lun­ga, ora è un po' meno in salita, ma se dovessi sedermi dopo 15 partite, sprecherei tutto. Dunga non è cambiato da quando era giocatore. In ogni cosa che fa ci trovi la sua grinta e la sua voglia di vincere, ti fa dare il massimo. E poi parla tanto: il dialogo è tutto per gestire un gruppo".

Se gli si fa notare una differenza di rendimento tra Brasile e Juve, il 26enne centrocampista ex Almeria e Fiorentina tira subito fuori gli artigli: "Come si fanno a fare certi discorsi già a novembre? - ha aggiunto con un po' di risentimento Melo - Se per dire questo si tira fuori quanto sono stato pagato dalla Juve, non ha senso nemmeno che stia a parlarne: non è una cosa che è dipesa da me. A me spetta solamente ripagare la scelta che ha fatto la società puntando su di me e io so che non tradirò que­sta fiducia e nessuno si pentirà dell'investimento che è stato fat­to. Non esistono diversi Melo, ce n'è uno solo e basta".
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