FANTASY POWER alla Juve! Diego convinto: "Possiamo diventare campioni d'Italia". Camo ritrovato: "Abbiamo una mentalità diversa"

La prolifica vittoria di Bergamo è figlia anche dell'ottima vena dei due fantasisti.

09/nov/2009 08.56.34

Diego - Juventus (Getty Images)
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Diego - Juventus (Getty Images)

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La Juventus con il 4-2-3-1 ha messo in mostra tutta la sua vena offensiva nelle ultime partite. Con questo modulo i trequartisti alle spalle dell'unica punta hanno modo di esternare tutto il loro talento e la manovra ne giova molto.

In casa dell'Atalanta è tornato al goal anche Diego, che non la buttava dentro dalla doppietta all'Olimpico di Roma dello scorso 30 agosto: "Il gol mi mancava, è ve­ro - ha ammesso il brasiliano nel corso di un'intervista a 'Tuttosport' -. E’ importante ritro­varlo ma è più importan­te se poi vinci. Se ci ag­giungo il fatto di aver se­gnato, ovviamente, la se­rata come quella di Ber­gamo diventa perfetta".

Arrivato alla rete numero 91 della carriera, l'ex fantasista del Werder Brema sa benissimo che sul suo conto ci sono sempre molte attese: "La pressione mi piace, sono preparato a soppor­tarla - ha aggiunto Diego -. Ci sono grandi aspettative sulla Juve, su di me. I tifosi ci chiedono lo scudetto, di bat­tere l’Inter, la Cham­pions. Si vuole tanto dal sottoscritto, logico. Ma non sempre si può gio­care ad alti livelli. E non sempre si può segnare. L’impor­tante, il più delle volte, è essere utile al gruppo. Io sono consa­pevole di quello che si aspetta la gente e non è certo un problema. Sappiamo di essere con­correnti dell’Inter e sappiamo che abbiamo le qualità per opporci, per essere campioni d’Italia".

Il nuovo schieramento tattico di Ferrara non può prescindere da Mauro German Camoranesi, decisivo nelle ultime due partite con 3 reti: "Secondo me gli schemi di gioco contano il giusto, piuttosto pesa la qualità dei giocatori che hai e l’at­teggiamento - ha detto l'italoargentino -. Rispetto agli ultimi anni, pensiamo più a giocare, abbiamo una mentalità diversa. E credo che stiamo lavorando bene anche se siamo ancora una squadra in cerca della pro­pria identità. Andiamo in campo per vincere, dobbiamo solo finirla di regalare venti mi­nuti agli avversari, come è successo alcune volte".
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