Il Punto sulla Juve – Ciro come Zeman, attacco super, difesa ballerina…

Diego finalmente si è sbloccato, Camoranesi è tornato decisivo, ma preoccupano le troppe amnesie della retroguardia.

08/nov/2009 11.58.35

L'esultanza di Camoranesi, Cannavaro, Melo e Diego dopo il secondo goal rifilato dalla Juventus all'Atalanta (Getty Images)
Galleria Foto
Zoom
L'esultanza di Camoranesi, Cannavaro, Melo e Diego dopo il secondo goal rifilato dalla Juventus all'Atalanta (Getty Images)

Link Correlati

Squadre

La partita contro l’Atalanta di un ex cuore bianconero come Antonio Conte nascondeva molte insidie alla vigilia per la Juve di Ferrara. I bianconeri, alla resa dei conti, sono tornati alla vittoria in campionato dopo il clamoroso ko interno con il Napoli, tre punti fondamentali per non rendere abissale il distacco dall’Inter capolista. Settimo successo in serie A per la Vecchia Signora, a fronte di 3 pareggi e due sconfitte, seconda vittoria consecutiva dopo l’importante 1-0 sul campo del Maccabi Haifa.  

Il tecnico napoletano, anche per le tante assenze in attacco, ha puntato di nuovo sul 4-2-3-1, con Trezeguet unico puntello supportato dai 3 “tenori”. Un modulo che esalta la vena offensiva della squadra e non è un caso che negli ultimi 3 match di campionato Diego e compagni siano andati in rete per ben 12 volte (una media di 4 a partita). Anche a Bergamo sono state tante le occasioni da goal e il pallone è finito in fondo al sacco di Consigli in ben 8 circostanze (3 infatti le marcature annullate ai bianconeri dalla terna arbitrale, decisione dubbia sulla zampata di Melo).

La manovra viene esaltata dalle giocate di qualità dei trequartisti, sia Diego che Giovinco si trovano più a loro agio e sulla destra Camoranesi è tornato decisivo e straripante come ai tempi d’oro. Per l’italoargentino terzo centro in 4 giorni dopo la staffilata risolutrice a Tel Aviv, sintomo di una ritrovata vena realizzativa. Anche Diego, finalmente, ha ripreso feeling con la porta regalando alla platea un tocco magico con la punta sinistra in occasione della marcatura che ha chiuso definitivamente la gara. Il brasiliano si è sbloccato dopo la clamorosa doppietta dello scorso 30 agosto in casa della Roma, senza mai tralasciare il suo prezioso contributo in fase di rifinitura e regia.

Cosa dire, invece,di David Trezeguet: sesto centro stagionale, 167 goal in bianconero come Omar Sivori, in area non sbaglia un colpo (con l’Atalanta classica sua stoccata, perno sulla gamba destra e girata chirurgica con il sinistro), ha ritrovato fiducia nei propri mezzi e può essere utilissimo alla causa juventina anche quando torneranno gli altri big dell’attacco.

Melo conferma di gradire maggiormente la fase offensiva a quella di difesa, rendendosi quasi inarrestabile ogni volta che cerca di infilarsi nei corridoi delle retroguardie avversarie. La sensazione è che sia più un centrocampista d’inserimento piuttosto che un metronomo basso, con il rientro di Marchisio e Sissoko potrebbe essere alleggerito dal peso di dover impostare ogni inizio azione e permettersi qualche licenza in avanti in più.

Le noti dolenti, per Ferrara, arrivano dalla difesa. La squadra fa una fatica incredibile quando deve gestire le situazioni di vantaggio. 13 reti subite in 12 match sono troppe per una squadra che dice di ambire allo scudetto e se a ciò si aggiunge che Super Buffon ne ha salvate almeno altrettante con interventi prodigiosi, il dato inizia ad essere preoccupante. Le marcature della squadra di Conte sono arrivate con due azioni simili di contropiede, con il taglio di Valdes che ha bruciato uno svagato Caceres (autore comunque di una discreta gara) e l’inserimento con finta e tiro di Ceravolo che non ha lasciato scampo a Grosso. Il terzino campione del mondo dà l’impressione di soffrire troppo quando bisogna contenere, mentre non risultano mai banali le sue sortite nella metà campo avversaria (come in occasione dell’assist per il primo sigillo di Camoranesi).

Non si può avere l’ambizione “zemaniana” di poter vincere tutte la partite con 5 goal di scarto, a volte bisogna saper gestire le situazione di minimo vantaggio con esperienza e sagacia tattica, mentre sia con il Napoli che con l’Atalanta le reti avversarie sono arrivate addirittura su delle ripartenze che hanno beffato una difesa juventina troppo alta. Ciro è stato uno dei più grandi difensori italiani della storia e sa benissimo quanto conti subire pochi goal per raggiungere traguardi importanti. In attesa del mercato di gennaio, il pacchetto arretrato con Caceres, Cannavaro, Chiellini e Grosso appare quello che possa offrire le maggiori garanzie, occorre cementare la loro intesa per non sperare che sia sempre San Gigi da Carrara a togliere le castagne dal fuoco…

Marco Amabili
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
I Vostri Commenti (13)
 
 
Pubblicità
Pubblicità
 
 
Pubblicità