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La vendetta di Mou dopo Kiev: "Ma non ero solo un comunicatore?". E c'e' posta per la Roma: "Sarebbe da Scudetto"
Il tecnico nerazzurro si toglie qualche sassolino dalla scarpa ed elogia i giallorossi.
Josè Mourinho, oltre ad essere un ottimo allenatore, è anche un attento osservatore e non si lascia scappare nulla.
Ed a chi in questo periodo o anche in passato ha affermato "è un grande comunicatore", risponde così, facendo riferimento anche alla partita di Kiev.
"Il difetto su di me è esattamente lo stesso di quando si dice che sono più comunicatore che allenatore, una sola vittoria in Champions non cambia assolutamente nulla".
E si torna anche a parlare di rumore di nemici: "Si sentirà alla prima opportunità e non sarà un problema per me, mi motiva conoscere il calcio e sapere quelle che sono le logiche. Ho vinto una partita, a volte mi sembra di essere in una squadra piccolina, abbiamo vinto solo una partita, sembra che siamo campioni d'Europa. Vero, era una partita storica, epica, ma non siamo neanche qualificati, io non capisco questa euforia. Io continuo con lo stesso spirito, abbiamo fatto bene ma non abbiamo vinto niente. Potremmo anche non andare addirittura neanche in Europa League se le prossime partite non andranno bene".
Sulla situazione della squadra: "La squadra lavora sempre bene, arriva sempre con spirito positivo, stiamo preparando la partita con tranquillità come al solito. Non è facile preparare una partita quando non sai come gioca l'avversario, ovviamente Ranieri ha sempre giocato col 4-4-2, ma magari gioca col rombo o un trequartista dietro una unica punta, mi fa pensare e lavorare tanto, che di certo non sarò io a dire come giocheremo noi. Tra noi e loro non ci sono a livello di qualità 14 punti, la Roma mi piace tanto, ha tanti giocatori che apprezzo. Questa è una grande partita, tra due squadre che lottano per lo Scudetto: loro sono indietro, ma a livello qualitativo è una gara da Scudetto".
dal nostro inviato
Sergio Stanco
Ed a chi in questo periodo o anche in passato ha affermato "è un grande comunicatore", risponde così, facendo riferimento anche alla partita di Kiev.
"Il difetto su di me è esattamente lo stesso di quando si dice che sono più comunicatore che allenatore, una sola vittoria in Champions non cambia assolutamente nulla".
E si torna anche a parlare di rumore di nemici: "Si sentirà alla prima opportunità e non sarà un problema per me, mi motiva conoscere il calcio e sapere quelle che sono le logiche. Ho vinto una partita, a volte mi sembra di essere in una squadra piccolina, abbiamo vinto solo una partita, sembra che siamo campioni d'Europa. Vero, era una partita storica, epica, ma non siamo neanche qualificati, io non capisco questa euforia. Io continuo con lo stesso spirito, abbiamo fatto bene ma non abbiamo vinto niente. Potremmo anche non andare addirittura neanche in Europa League se le prossime partite non andranno bene".
Sulla situazione della squadra: "La squadra lavora sempre bene, arriva sempre con spirito positivo, stiamo preparando la partita con tranquillità come al solito. Non è facile preparare una partita quando non sai come gioca l'avversario, ovviamente Ranieri ha sempre giocato col 4-4-2, ma magari gioca col rombo o un trequartista dietro una unica punta, mi fa pensare e lavorare tanto, che di certo non sarò io a dire come giocheremo noi. Tra noi e loro non ci sono a livello di qualità 14 punti, la Roma mi piace tanto, ha tanti giocatori che apprezzo. Questa è una grande partita, tra due squadre che lottano per lo Scudetto: loro sono indietro, ma a livello qualitativo è una gara da Scudetto".
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