advertisement
I Sensi litigano con Unicredit e intanto slitta la firma di Totti...
Dopo il pignoramento di due alberghi è guerra aperta tra Italpetroli e le banche. In stand-by anche il progetto del nuovo stadio.
Nonostante il momento poco brillante della squadra ieri il titolo della Roma in Borsa è stato sospeso per eccesso di rialzo dopo aver raggiunto un +16,78%. Pare evidente che gli investitori vogliano scommettere sul braccio di ferro attualmente in corso tra Italpetroli e Unicredit.
L’accelerata deriva dal pignoramento di due alberghi di proprietà della famiglia Sensi e soprattutto dall’uscita dal Cda di Italpetroli dell’avvocato Cappelli, in rappresentanza del gruppo bancario. Tale mossa può essere letta in due modi. Maggior mano libera per Unicredit, oppure la scelta di passare a una politica meno aggressiva e accettare quindi l’arbitrato. Le parti in causa si sono affidate ai professori Gambino (Italpetroli) e Carbonetti (Unicredit) per trovare un accordo.
Ma i Sensi non ci stanno e hanno pronta la controffensiva, come si legge oggi sul 'Corriere dello Sport'. Italpetroli, infatti, vuole dimostrare alla svelta che i pignoramenti dei due alberghi sono frutto di un’azione tanto illegittima quanto abusiva. Inoltre si vuole evidenziare che l’avvocato Cappelli aveva fatto pervenire le sue dimissioni dalla carica di consigliere di Italpetroli, permettendo così la riapertura di un proficuo tavolo di trattativa professionale, mirante al raggiungimento di una effettiva conciliazione del contenzioso.
L’azione di Unicredit, di richiedere i decreti ingiuntivi volti al pignoramento dei beni, serve a forzare la mano, non a risolvere il problema del rientro dei 400 milioni di cui Italpetroli è debitrice. In questo scenario la firma del contratto di Totti slitterà a metà mese e gli incontri per il nuovo stadio proseguono tra molte difficoltà.
L’accelerata deriva dal pignoramento di due alberghi di proprietà della famiglia Sensi e soprattutto dall’uscita dal Cda di Italpetroli dell’avvocato Cappelli, in rappresentanza del gruppo bancario. Tale mossa può essere letta in due modi. Maggior mano libera per Unicredit, oppure la scelta di passare a una politica meno aggressiva e accettare quindi l’arbitrato. Le parti in causa si sono affidate ai professori Gambino (Italpetroli) e Carbonetti (Unicredit) per trovare un accordo.
Ma i Sensi non ci stanno e hanno pronta la controffensiva, come si legge oggi sul 'Corriere dello Sport'. Italpetroli, infatti, vuole dimostrare alla svelta che i pignoramenti dei due alberghi sono frutto di un’azione tanto illegittima quanto abusiva. Inoltre si vuole evidenziare che l’avvocato Cappelli aveva fatto pervenire le sue dimissioni dalla carica di consigliere di Italpetroli, permettendo così la riapertura di un proficuo tavolo di trattativa professionale, mirante al raggiungimento di una effettiva conciliazione del contenzioso.
L’azione di Unicredit, di richiedere i decreti ingiuntivi volti al pignoramento dei beni, serve a forzare la mano, non a risolvere il problema del rientro dei 400 milioni di cui Italpetroli è debitrice. In questo scenario la firma del contratto di Totti slitterà a metà mese e gli incontri per il nuovo stadio proseguono tra molte difficoltà.
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
11 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità