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Terlizzi ha dimostrato di non essere un perdente: "Catania posso andare via, ma da combattente"
Il centrale etneo ha giocato da titolare dopo cinque mesi e mezzo di assenza.
Da quel grave errore che costo’ al Catania la sconfitta contro la Juventus (lo scorso febbraio) è iniziato il calvario sportivo di Christian Terlizzi, calvario che si puo’ dire sia terminato, dopo cinque mesi senza ‘vedere il campo’, a Firenze, dove il giocatore ha disputato una gara da incorniciare con la grinta di chi non molla mai: “Quando ho saputo che dovevo giocare e’ stato come uscire da un tunnel lungo lungo lungo, sembrava non dovesse finire mai e invece ce l’ho fatta - si legge nella Gazzetta dello Sport - Tornare in campo dopo 5 mesi è stato per me la fine di un incubo. Per questo ringrazio la mia famiglia, i compagni che mi hanno aiutato e quanti mi sono stati vicini”.
Catania sembra non essere piu’ nel futuro di Terlizzi, ma la sua voglia di rivalsa l’ha spinto a rimanere per dimostrare il suo valore: “Non accettavo l’idea di lasciare da perdente; l’ho detto ai dirigenti: se devo andar via, voglio farlo da vincente. E mi sembra d’aver dimostrato stoffa da professionista. Ho tenuto duro, ho subito i fischi e gli insulti in silenzio ed ora però sono contento”.
Contro la Fiorentina e’ arrivata la tanto attesa svolta: “Per fortuna non sono un tipo che si lascia condizionare dalle pressioni, mi possono gridare dietro qualunque improperio, rimango indifferente. Poi posso anche commettere degli sbagli, come tutti o fare delle buone cose”.
Catania sembra non essere piu’ nel futuro di Terlizzi, ma la sua voglia di rivalsa l’ha spinto a rimanere per dimostrare il suo valore: “Non accettavo l’idea di lasciare da perdente; l’ho detto ai dirigenti: se devo andar via, voglio farlo da vincente. E mi sembra d’aver dimostrato stoffa da professionista. Ho tenuto duro, ho subito i fischi e gli insulti in silenzio ed ora però sono contento”.
Contro la Fiorentina e’ arrivata la tanto attesa svolta: “Per fortuna non sono un tipo che si lascia condizionare dalle pressioni, mi possono gridare dietro qualunque improperio, rimango indifferente. Poi posso anche commettere degli sbagli, come tutti o fare delle buone cose”.
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