Il Punto sulla Juve – La musica è cambiata con i tre tenori!
Il 4-2-3-1 esalta le doti delle mezzepunte e favorisce il lavoro fondamentale di Melo e Sissoko.
29/ott/2009 09.44.16
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Squadre
La Juve non fallisce il primo vero esame della stagione. Contro la Samp i bianconeri erano chiamati ad una prova d’appello, dopo le recenti prestazioni opache, in un turno infrasettimanale che storicamente non ha mai sorriso a Buffon e compagni. Nonostante i numerosi infortuni la squadra ha offerto la miglior perfomance della stagione (una delle più convincenti dal ritorno della Vecchia Signora in serie A), una sorta di partita perfetta, quella che ogni allenatore sogna.
Dopo l’esperimento con il Maccabi Haifa, Ferrara ha deciso di puntare ancora sul 4-2-3-1 e mai scelta si è rivelata più azzeccata. Melo e Sissoko rappresentano uno scudo quasi insormontabile davanti alla difesa, spezzano la manovra avversaria e fanno ripartire immediatamente l'azione. Il ritorno del maliano rappresenta una svolta per l’assetto tattico, il suo dinamismo permette anche a Melo di esprimersi al meglio. L’ex centrocampista della Fiorentina, seppur frenato dai continui problemi alla caviglia, ha trovato un partner anche più forte e completo di quel Gilberto Silva che lo affianca con la maglia della seleçao.
La difesa con questo schieramento risulta più coperta e non è un caso che ieri Buffon abbia praticamente osservato un turno di riposo. Chiellini è in una condizione di forma straripante, sembra scherzare con gli avversari e continua a proporsi in maniera vincente in fase offensiva. Cannavaro lavora di esperienza e ieri ha messo in mostra anticipi secchi nei confronti degli attaccanti doriani stile Germania 2006 (unica disattenzione sul goal della bandiera di Pazzini). Anche Grosso sembra essere tornato sui livelli eccelsi del Mondiale tedesco, attento quando bisogna contenere, devastante nel momento che occorre spingere sulla fascia (delizioso l’assist di sinistro per la quinta rete siglata da Trezeguet).
La nota più positiva e strabiliante della serata è stata senza dubbio la prestazione delle tre mezze punte alle spalle di Amauri. La loro posizione tra la linea difensiva e quella mediana degli avversari ha letteralmente mandato in tilt il 4-4-2 collaudato di Del Neri e il continuo lavoro di spinta sia di Giovinco che di Camoranesi non ha permesso neanche una volta a Mannini e Ziegler di affacciarsi in avanti. Diego ha diretto con maestria un’orchestra di classe cristallina, un terzetto che ha giocato sempre di fino con una concretezza mostruosa. Era da tempo immemore che all’Olimpico di Torino non si vedevano così tanti colpi di tacco e di suola, secchi dai e vai, sombreri e giocate volanti, uno spettacolo stile “globetrotters” ma di un’efficacia unica. Una menzione speciale per la Formica Atomica, che dopo alcune prove sottotono si è ritagliato una serata di gloria, regalandosi la miglior performance da quando veste la casacca bianconera.
A giovare di tutto questo ben di dio è stato ovviamente Amauri, che nonostante sia stato in dubbio fino all’ultimo per un attacco febbrile, ha messo a segno la sua prima doppietta della stagione. In occasione del primo goal ha dimostrato rapacità in area, nel secondo ha confermato la sua formidabile abilità nel gioco aereo. Il 29enne brasiliano ha timbrato il cartellino per la terza partita consecutiva, ora i tifosi si attendono da lui reti pesanti anche in Champions League.
Tutto, insomma, pare aver preso il verso giusto per Ferrara (visibilmente sorridente a fine gara) ma nel calcio moderno non c’è tempo di rifiatare e già sabato pomeriggio ci sarà un altro match interno contro il Napoli da non fallire. Una partita dai mille significati per chi come Ciro è cresciuto sotto al Vesuvio, ma non è il momento di farsi prendere dalla nostalgia… .
Marco Amabili
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