Per Gila a Lippi è andata bene... "A Firenze VENIVA GIU' lo stadio!". Poi punta la Juve...

L'attaccante della Fiorentina, dopo i 4 goal in maglia azzurra, già pensa al match contro i bianconeri.

16/ott/2009 11.26.29

Alberto Gilardino - Fiorentina (Grazia Neri)
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Alberto Gilardino - Fiorentina (Grazia Neri)

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E' un bel momento per Alberto Gilardino. In attesa di sfidare la Juventus domani pomeriggio, il bomber della Fiorentina si gusta le 4 reti messe a segno con la maglia della Nazionale nei due match contro Irlanda e Cipro. Il suo score con l'Italia evidenzia 16 marcature, come Gianluca Vialli e Luca Toni.

Il 27enne attaccante nato a Biella si gode il momento, ma non dimentica i fischi del Tardini, stadio che conosce molto bene: "I fischi, così come certe frasi che abbiamo sentito, è ovvio che non facciano piacere - ha detto Gilardino in un'intervista al 'Corriere dello Sport' -. Ma c’è anche l’altra parte da considerare: perdi due a zero in casa contro Cipro, è normale che la gente non si diverta. Ci sta anche che ti fi­schino. Ma di una cosa sono convinto: se avessimo giocato a Firenze, sarebbe venuto giù lo stadio".

Ha stupito la reazione veemente di Lippi a fine partita, disturbato dall'atteggiamento di un pubblico a suo dire ingrato: "Credo che Lippi abbia cercato soprat­tutto di creare un gruppo solido, importan­te, e ci sia riuscito - ha aggiunto Gilardino -. In questo gruppo sta cercando di inserire giovani interessanti. Però ci sta che all’inizio ci possano essere dei problemi, che qualche volta il gioco non sia proprio all’altezza. Si può capire. Sinceramente non so che idea abbia sul suo futuro, ma penso di conoscerlo abba­stanza bene per sapere che ovunque an­drà porterà la sua grande esperienza".

Chiusa la parentesi azzurra, ora per Gilardino è tempo di concentrarsi sull'importante sfida in casa della Juve, senza paura: "Forse cinque anni fa non c’era ancora la mentalità di andare a Torino a giocarse­la - ha aggiunto il bomber viola -. Adesso la musica è cambiata. Merito di Prandelli, che ci ha fatto una testa così. E merito di noi giocatori, che lo abbiamo se­guito. E’ la storia del fortino. Noi dentro, e tutti gli altri fuori".

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