Platini: «Diego è un acquisto importante, dobbiamo smetterla con i giocatori da mondiali d'atletica...»

«Mi piace Mou, ma speciale è la Juventus»

Michel Platini, President of the UEFA (firo)
«Diego mi somiglia? Dal nome direi che sembra più Maradona... Lui e gli altri acquisti biancone­ri sono davvero importanti. Fi­nalmente. Basta con quei gio­catori da mondiali d’atletica: erano in tv la settimana scor­sa, m’è bastato... Quest’anno la Juventus merita complimenti speciali». Montecarlo, terraz­za sul mare: tra fair play finan­ziario, cinque arbitri ed Euro 2012 l’abbronzatura di Michel Platini sta già scolorendo.

Mourinho dice tante cose... «Mourinho è simpatico. Mi pia­ce molto perché è bravo, è amato dai giocatori, li proteg­ge. Vuole dire certe cose, ri­spondere a Lippi? Lo faccia, a me non importa, al massimo fa comodo a voi giornalisti. E comunque anche Lippi è mol­to simpatico».

Incredibile il mercato Real: ma cinque fuoriclasse sono squa­dra? «E perché no? Di Stefano, Pu­skas, Gento e gli altri non gio­cavano assieme? Gullit, Van Basten e Rijkaard? Soltanto in Italia mi era stato detto che non si può giocare con due cen­travanti. Poi è arrivato Sacchi e ha fatto la rivoluzione. Il Real troverà il suo equilibrio. Co­me l’hanno trovato Messi, Hen­ry, Eto’o e Iniesta. Mi piace ve­der vincere i campioni».

Ingaggi altissimi dovunque: colpa dei giocatori? «No: prendono quel che dan­no loro. Colpa dei presidenti: offrono tanto, non hanno la pi­stola puntata alla tempia, poi vengono da me e... 'Michel, per favore, aiutaci a spendere meno...'».

Se oggi il Consiglio Strategico dà una risposta positiva alla sua proposta di fair play finan­ziario...
«Speriamo. Ci vuole calma per affrontare le follie del calcio. Con l’aiuto dei club ce la fare­mo. Ma solo se affermeremo un principio oggettivo: non puoi spendere più soldi di quanti ne produci. In un ciclo di bilancio di tre anni non puoi spendere più di quanto entra nelle casse. Se troviamo l’accordo, ci vorran­no tre anni per consentire ai club di adattarsi. Poi si parte. Ma sarà fondamentale un’altra cosa: li­mitare il numero di contratti. Non è ammissibile che una squadra abbia 40 giocatori in rosa».

Fonte: Gazzetta dello Sport
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