Dunga: «La Juve alla brasiliana è pronta per lo scudetto»

Il c.t. della Seleçao conquistato dai bianconeri: «Diego mi ricorda Robi Baggio, Melo è un guerriero. L’Inter resta la più forte: Mourinho si innamorerà di Lucio»

11/ago/2009 10.00.10

Dunga  - Brazil (PA)
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«Questa Juve brasiliana è pron­ta a vincere lo scudetto. La so­cietà ha condotto una grande campagna acquisti. Nessuno dei suoi campioni è partito. E  sono arrivati dei giocatori im­portanti. Felipe Melo, per esem­pio» .

E’ il nuovo Dunga? «E’ un uomo che ha fame. Un guerriero. Un giocatore vincen­te. Io gli ho concesso un’oppor­tunità. E lui è saltato sul treno in corsa e non è più sceso. Feli­pe Melo alzerà il tasso di perso­nalità della Juve e permetterà a Ferrara di schierare tanti uo­mini- gol».

Diego, per esempio? «Mi ricorda Robi Baggio. In pic­colo, per il momento. Stesso ruolo: trequartista puro. Stes­so carattere: un ragazzo corret­to. Ha il senso del goal, ma sa anche lavo­rare per la squadra».

Farà parte della nazionale bra­siliana al prossimo Mondiale? «Diego è stato abile a scegliere la Juve. Una delle squadre più prestigiose del mondo. Con la maglia bianconera sarà sotto esame ogni giorno, ogni ora. Aveva bisogno di questa nuova sfida. La Juve può essere un for­midabile trampolino di lan­cio» .

L’Inter ha perso la Supercoppa italiana. «Ma, in partenza, è ancora la squadra italiana più forte. Eto’o ha sempre segnato mol­to. Nella Liga, ma anche in Champions League. E’ un can­noniere più europeo di Ibra. L’Inter, inoltre, ha comprato un numero uno in difesa».

Lucio, capitano della Seleçao. «Un totem. Lucio trasmetterà la sua voglia di vincere a tutto il gruppo. Trasmette un’adre­nalina che coinvolge i compa­gni. Mourinho ha scelto bene e si innamorerà di lui».

Passiamo al Milan «La partenza di Kakà ha provo­cato un trauma non facile da di­gerire. E anche il divorzio da Ancelotti ha creato problemi. Leonardo è un amico, però per lui ora co­minciano i problemi. Quando sei solo 'spettatore' tutto è faci­le. Quando cominci a 'giocare' ti ritrovi ogni giorno sotto giudizio. La panchina del Milan è importante come la panchina della Seleçao. Nessu­no ti perdona niente. Leonardo non ha un compito facile».

Berlusconi punta su Ronal­dinho. «Finalmente ha potuto svolge­re la preparazione estiva. Tutti aspettano Ronaldinho. Io per primo. Ma nel calcio non conta­no le parole. Decide il campo. Presto capiremo se il Ronal­dinho da Pallone d’oro esiste ancora».

Quale può essere la rivelazio­ne del campionato italiano? «Ho un debole per la Roma, gio­ca un calcio moderno. Se i suoi uomini più importanti non avranno problemi fisici, sarà la mina vagante del torneo».

Fonte: Gazzetta dello Sport

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