Dunga: «La Juve alla brasiliana è pronta per lo scudetto»
Il c.t. della Seleçao conquistato dai bianconeri: «Diego mi ricorda Robi Baggio, Melo è un guerriero. L’Inter resta la più forte: Mourinho si innamorerà di Lucio»
«Questa Juve brasiliana è pronta a vincere lo scudetto. La società ha condotto una grande campagna acquisti. Nessuno dei suoi campioni è partito. E sono arrivati dei giocatori importanti. Felipe Melo, per esempio» .
E’ il nuovo Dunga? «E’ un uomo che ha fame. Un guerriero. Un giocatore vincente. Io gli ho concesso un’opportunità. E lui è saltato sul treno in corsa e non è più sceso. Felipe Melo alzerà il tasso di personalità della Juve e permetterà a Ferrara di schierare tanti uomini- gol».
Diego, per esempio? «Mi ricorda Robi Baggio. In piccolo, per il momento. Stesso ruolo: trequartista puro. Stesso carattere: un ragazzo corretto. Ha il senso del goal, ma sa anche lavorare per la squadra».
Farà parte della nazionale brasiliana al prossimo Mondiale? «Diego è stato abile a scegliere la Juve. Una delle squadre più prestigiose del mondo. Con la maglia bianconera sarà sotto esame ogni giorno, ogni ora. Aveva bisogno di questa nuova sfida. La Juve può essere un formidabile trampolino di lancio» .
L’Inter ha perso la Supercoppa italiana. «Ma, in partenza, è ancora la squadra italiana più forte. Eto’o ha sempre segnato molto. Nella Liga, ma anche in Champions League. E’ un cannoniere più europeo di Ibra. L’Inter, inoltre, ha comprato un numero uno in difesa».
Lucio, capitano della Seleçao. «Un totem. Lucio trasmetterà la sua voglia di vincere a tutto il gruppo. Trasmette un’adrenalina che coinvolge i compagni. Mourinho ha scelto bene e si innamorerà di lui».
Passiamo al Milan «La partenza di Kakà ha provocato un trauma non facile da digerire. E anche il divorzio da Ancelotti ha creato problemi. Leonardo è un amico, però per lui ora cominciano i problemi. Quando sei solo 'spettatore' tutto è facile. Quando cominci a 'giocare' ti ritrovi ogni giorno sotto giudizio. La panchina del Milan è importante come la panchina della Seleçao. Nessuno ti perdona niente. Leonardo non ha un compito facile».
Berlusconi punta su Ronaldinho. «Finalmente ha potuto svolgere la preparazione estiva. Tutti aspettano Ronaldinho. Io per primo. Ma nel calcio non contano le parole. Decide il campo. Presto capiremo se il Ronaldinho da Pallone d’oro esiste ancora».
Quale può essere la rivelazione del campionato italiano? «Ho un debole per la Roma, gioca un calcio moderno. Se i suoi uomini più importanti non avranno problemi fisici, sarà la mina vagante del torneo».
Fonte: Gazzetta dello Sport