Ferrara: «Perdere per me è una botta, ma è una Juve fortissima»

L’allenatore deluso soltanto dal risultato finale della Peace Cup: «Vedo troppe note positive, siamo solidi. Felice per Trezeguet, lui è fondamentale».

Ciro Ferrara, prima da allenatore sulla panchina Juve (Grazia Neri)
«E’ stata una bella botta...». Ciro Ferra­ra non si nasconde. Non l’ha fatto mai da quando guida la Juventus. Avreb­be potuto raccontare che la Peace Cup nulla è se non una serie di amiche­voli d’alto profilo ottima­mente confezionate. Ap­puntamenti fondamenta­li, certo, per mettere chi­lometri nelle gambe. Ma da vivere rigorosamente senza stress. Invece Fer­rara si è espresso in ma­niera diametralmente op­posta, anche perché le pa­role spese in questi giorni erano, innanzitutto, a uso e consumo della sua truppa: «Siamo qui per vincere». Lo ha detto prima e dopo la vittoria con il Real, facendone un tor­mentone. Lo ribadisce quando il racconto della sconfitta ai rigori con l’A­ston Villa è ancora in bili­co tra cronaca e analisi: «C’è delusione, per me che sono agli inizi perdere è una bella botta».

Però le voci positive pre­valgono. «Sì, mi consolo pensando che anche nel momento brutto ci sono troppi aspetti positivi. Durante tutto il torneo abbiamo mostrato grande solidità».

Cosa le è piaciuto di più in questa Juve?
«Tante cose, come dicevo. In sintesi, ho avuto la con­ferma di guidare una squadra davvero forte».

Una squadra che avrà ancora Trezeguet. «Sì, il dispiacere per la sconfitta è compensato da una bellissima notizia, è come se avessimo riacqui­stato David. Ha capito quant’è importante per questa squadra, io lo con­sidero addirittura fonda­mentale. Gliel’ho spiegato fin dal primo giorno di ri­tiro, non avevo nessuna intenzione di lasciarlo partire».

Ha colpito positivamente la Juve del secondo tempo, schierata con il 4-2-3-1. «Ho sempre detto che non dobbiamo fossilizzarci su un solo modulo. Ho cam­biato per l’esigenza di aprire il gioco e ci siamo riusciti. Stando largo, Gio­vinco ha avuto modo di giocare molti palloni e si­curamente è una soluzio­ne che può tornare buona durante certe partite».

Il 4-2-3-1 le ha anche con­sentito di vedere Melo e Zanetti insieme. «Certo, è un modulo che peraltro può valorizzare anche Sissoko e Marchisio. L’unico che avrebbe delle difficoltà è Tiago».

Si è arrabbiato con Del Piero per il modo con cui ha battuto il rigore deci­sivo? (Mormora qualcosa, quasi si volesse mordere la lin­gua) «Quando sbagli un rigore, non importa come lo fai. Alex ci farà vincere altre partite».

Fonte: TuttoSport
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