Il Team Manager Boaglio: «Juve, lo stesso spirito del gruppo Lippi»

«La disponibilità al sacrificio dei campioni è fondamentale per tornare a vincere».

20/lug/2009 14.19.10

Alessandro Del Piero - Juventus (Grazia Neri)
Galleria Foto
Zoom
Alessandro Del Piero - Juventus (Grazia Neri)

Link Correlati

Squadre

Daniele Boaglio, a distanza di 10 anni rieccola alla Ju­ventus. C’è un motivo in particolare? «Semplicemente i dirigenti mi hanno chiamato. E alla Juven­tus è impossibile dire di no. Parliamo di una delle società più organizzate del mondo».

A proposito della società. In dieci anni sono cambiate tante cose. Ha notato delle differenze? «Beh, prima la Juve era una grande famiglia, un ambiente più piccolo dove ci conosceva­mo tutti. Adesso è quotata in Borsa, è un’azienda grande, molto più numerosa a livello di personale. Quindi, magari, non conosco proprio tutti».

Lei ha vissuto la prima era Lippi, un periodo ricco di trionfi. In questa prima par­te di ritiro ha notato delle somiglianze tra questa Ju­ventus e quella del passato? «Il fatto che ci siano Ferrara, passato in panchina, e Del Pie­ro, ancora in campo, è già un segnale di continuità. Ma so­prattutto noto un enorme en­tusiasmo, una grande volontà di fare bene. Proprio come nel periodo di Lippi».

Qualità sufficienti per tor­nare a vincere, da subito.
«Questa disponibilità al sacri­ficio che vedo nei campioni è fondamentale e fa ben sperare. Però come mi ha sempre detto Lippi: “L’importante per un grande club è arrivare in fondo a tutto, poi la vittoria finale di­pende da parecchi fattori».

La Juventus dell’ultima Champions era una squa­dra di grandi leader: Ferra­ra, Conte, Paulo Sousa, Del Piero, Vialli... Nell’attuale gruppo ci sono personalità all’altezza? «Certo. I leader a questa Juve non mancano. Casomai sono diversi. Ma questo è normale, adesso i calciatori sono più mo­derni rispetto a 10 anni fa».

Come vede Alessandro Del Piero dopo tanto tempo?
«E’ cambiato, ma è sempre grandissimo. Già all’epoca era un ragazzo maturo, adesso però è più uomo. Come cam­pione non si discute».

Il giocatore della nuova Ju­ventus che lo ha più impres­sionato?

«Trezeguet. L’ho conosciuto so­lo poche settimane fa: mi ha stupito la sua voglia di lavora­re e sacrificarsi».

Fonte: TuttoSport

Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
I Vostri Commenti
 
 
Pubblicità
Pubblicità
 
 
Pubblicità
Pubblicità