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Donadoni, il sergente di ferro fa sul serio: 2000 euro per 10 minuti di ritardo!
Il tariffario: dai cinquanta euro per le scarpette lasciate fuori posto alle centinaia per chi non ha la «tuta d'ordinanza».
Cinquanta euro se le scarpe da gioco sono lasciate in un posto che non è il loro, duemila euro se in allenamento ci si presenta con dieci minuti di ritardo. Roberto Donadoni fa sul serio e affigge nel centro sportivo di Lindabrunn, alle spalle della porta che dà allo spogliatoio, un cartello ben evidente con il prezzario delle multe. Pennarello rosso e blu, è ben chiaro a tutti che alcuno sconto verrà accordato ai trasgressori. Il tecnico Donadoni fa della precisione e soprattutto del rispetto delle regole, uno stile di vita nel ritiro di Lindabrunn. Anche se, sin dal suo arrivo a Castelvolturno a marzo scorso quando subentrò a Edy Reja - cominciò a dettare una serie di regole per i calciatori, alcune molto simili a quelle stabilite poi per il ritiro preecampionato.
Non transige, Donadoni, perché un calciatore deve avere codici comportamentali ben precisi, deve osservare piccoli ma fondamentali divieti. Deve, in particolare, comportarsi da atleta prima di dimostralo poi sul campo di esserlo. Se durante una riunione tecnica squillasse un telefonino, scattano subito cento euro di penalità per il proprietario di quel cellulare. Multa che viene addirittura raddoppiata se il calciatore in questione pensa di rispondere alla telefonata. Cara pure la multa (altri cento euro) se non si è vestiti con l’abbigliamento adatto ad un ritiro sportivo. Il top si raggiunge con la precisione agli allenamenti. Neanche un minuto è consentito perchè scatti la multa di cento euro, se poi diventano cinque si raddoppia, a sei si balza a cinquecento euro. Molta severità e per ora, bisogna dirlo, anche tanto rispetto: nessuno dei venticinque giocatori ha beccato una multa.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Non transige, Donadoni, perché un calciatore deve avere codici comportamentali ben precisi, deve osservare piccoli ma fondamentali divieti. Deve, in particolare, comportarsi da atleta prima di dimostralo poi sul campo di esserlo. Se durante una riunione tecnica squillasse un telefonino, scattano subito cento euro di penalità per il proprietario di quel cellulare. Multa che viene addirittura raddoppiata se il calciatore in questione pensa di rispondere alla telefonata. Cara pure la multa (altri cento euro) se non si è vestiti con l’abbigliamento adatto ad un ritiro sportivo. Il top si raggiunge con la precisione agli allenamenti. Neanche un minuto è consentito perchè scatti la multa di cento euro, se poi diventano cinque si raddoppia, a sei si balza a cinquecento euro. Molta severità e per ora, bisogna dirlo, anche tanto rispetto: nessuno dei venticinque giocatori ha beccato una multa.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
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