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"Ahi Pisa!"... ma è Dante? No Della Valle... "Avete visto che fine ha fatto?"
Il presidente della Fiorentina scarica su Melo tutta la responsabilità della cessione alla Juve: "Era lui che voleva andare via, non ho voluto ripetere l'errore fatto con Toni e Mutu...".
Un fiume in piena. Questo è stato ieri Andrea Della Valle nel chiedere gratitudine a quella Firenze che negli ultimi giorni aveva 'osato' vergare scritte come "Via i Della Valle da Firenze", conseguenza del malcontento seguito alla cessione di Felipe Melo alla Juventus.
Il presidente della Fiorentina ha prima reagito con rabbia ed amarezza - "meritiamo credito, siamo qui da sette anni con fatti concreti, se poi non andiamo bene fate una raccolta di firme" - poi è entrato nel dettaglio dell'operazione che ha portato il brasiliano a prendere la direzione di Torino: "Sappiate che Melo voleva andare via, che il denaro derivato dalla sua cessione sarà tutto reinvestito sul mercato e che non trovo giusto vedere dei fucili puntati addosso, perchè un giocatore non cambia il nostro progetto. E io non avevo voglia di fare come in passato quando abbiamo buttato dalla finestra 45 milioni per Toni e Mutu. A quell'offerta non si poteva dire no...".
Anche perchè la Fiorentina fa della gestione 'virtuosa' del bilancio un fiore all'occhiello della propria politica. Un 'fair play finanziario' - per dirla alla Platini - contro cui è facile scagliarsi da parte del tifoso più superficiale, desideroso di grandi nomi e vittorie nell'immediato, ma che alla lunga può evitare sgradite sorprese, come sottolinea Della Valle: "Io mi ricordo quella prima nostra partita contro il Pisa in Coppa Italia di serie C, i loro tifosi ci vennero a umiliare, ma dov'è oggi il Pisa? E la Fiorentina? Siamo ancora la quarta forza del campionato, poi vedremo, ma la via è l'autofinanziamento e il salto di qualità decisivo lo si fa solo con la Cittadella, che è fondamentale ed è un discorso disgiunto dal mercato".
Il presidente della Fiorentina ha prima reagito con rabbia ed amarezza - "meritiamo credito, siamo qui da sette anni con fatti concreti, se poi non andiamo bene fate una raccolta di firme" - poi è entrato nel dettaglio dell'operazione che ha portato il brasiliano a prendere la direzione di Torino: "Sappiate che Melo voleva andare via, che il denaro derivato dalla sua cessione sarà tutto reinvestito sul mercato e che non trovo giusto vedere dei fucili puntati addosso, perchè un giocatore non cambia il nostro progetto. E io non avevo voglia di fare come in passato quando abbiamo buttato dalla finestra 45 milioni per Toni e Mutu. A quell'offerta non si poteva dire no...".
Anche perchè la Fiorentina fa della gestione 'virtuosa' del bilancio un fiore all'occhiello della propria politica. Un 'fair play finanziario' - per dirla alla Platini - contro cui è facile scagliarsi da parte del tifoso più superficiale, desideroso di grandi nomi e vittorie nell'immediato, ma che alla lunga può evitare sgradite sorprese, come sottolinea Della Valle: "Io mi ricordo quella prima nostra partita contro il Pisa in Coppa Italia di serie C, i loro tifosi ci vennero a umiliare, ma dov'è oggi il Pisa? E la Fiorentina? Siamo ancora la quarta forza del campionato, poi vedremo, ma la via è l'autofinanziamento e il salto di qualità decisivo lo si fa solo con la Cittadella, che è fondamentale ed è un discorso disgiunto dal mercato".
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