Montella: "Ho fatto la scelta giusta"

Si gode ancora il sole di Ischia, con i due fi­gli e la sua compagna.

Vincenzo Montella
Montella dieci gior­ni fa ha detto basta.

Le è venuto per caso qualche rimpianto? «No, ci ho riflettuto a lungo, credo di aver fatto la scelta giusta».

Allenerà ragazzi che hanno gli anni che aveva lei quando andò via di casa. «Lasciai la mia famiglia a 13 anni per andare a Empoli. Non è stato facile. Così devi saper allenare anche sotto questo aspetto, e vorrei che anche i genitori capissero che un giovane di talento non sempre riesce a diventare un campione».

Da quando ha pensato di fare l’allenatore? «Un’idea che avevo in testa da qualche an­no. Due anni fa ho preso il patentino di secon­da categoria».

Giorgio Rossi, il massaggiatore storico del­la Roma ha detto che lei già “pensava” da al­lenatore quando era in panchina.  «Con Giorgio a volte si scherzava sul fatto che anticipavo le mosse degli allenatori se­guendo le partite. Del resto ho passato molto tempo in panchina...».

Cosa le mancherà del calcio dei grandi? «Un po’ tutto. Ma era inevitabile che que­sto momento prima o poi arrivasse. Mi sono sempre sforzato di prepararmi. Se non sei preparato psicologicamente puoi incontrare grossi problemi».

Si è lasciato dietro qualche rimpianto? «I rimpianti affiorano se non hai dato tutto te stesso, ma per me non è stato così».

Cosa porterà nella sua nuo­va avventura del suo bagaglio di grande campione?
«L’importante è partire da zero. Chi ha raggiunto un cer­to livello da calciatore non è detto che riesca a diventare un bravo allenatore. Non vo­glio crediti. La cosa più im­portante è avere il carisma».

Cercherà di prenderà qualcosa da tutti gli allenatori che ha avuto? Anche da Capello?
«Sicuramente. A livello di gestione ha di­mostrato di avere qualcosa in più degli altri. Tutte le mie esperienze sono state positive, oggi, a ripensarci a mente fredda, anche quella con Capello. In quel periodo a me sem­brava che mi venisse tolto qualcosa. Però Ca­pello sulla gestione aveva qualità superiori».

Quali traguardi si prefigge da allenatore?
«Meglio capire prima se ne sarò capace, poi si vedrà. Credo di esserci portato».

Riuscirà a seguire la Roma? «Avrò poche occasioni. Ma invio il mio in bocca al lupo ai miei ex compagni».

Fonte: Corriere dello Sport


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