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No a Inter e Juve, Nedved: «Basta Italia». E punta agli Usa
«Non posso vestire una maglia diversa. Ma non ci sono i presupposti per entrare in questo gruppo di lavoro bianconero».
Non gioca più. Davvero. Pavel Nedved lo dice quando il sole è già tramontato: «Ho deciso di smettere. Almeno in Italia. Ringrazio le persone e le società che hanno espresso interesse e fiducia in me e che sarebbero pronte a farmi scendere in campo per un altro anno. Non me la sento di vestire una maglia diversa da quella per cui ho lottato tanti anni. Per il momento devo purtroppo declinare anche l’invito della Juventus a ricoprire un ruolo dirigenziale o tecnico».
Niente Inter, niente Juve. Pavel non gioca più. Preferisce l’America, e se dagli Stati Uniti (più che dagli Emirati) dovesse arrivare un’offerta, allora potrebbe ripensarci.
Il resto è la cronistoria di un matrimonio che non si aveva da fare: quello di un’ex bandiera della Juventus che finisce a giocare nell’Inter.
Torino, notte prima, casa del campione ceco. Nedved parla tutta la notte al telefono con il suo procuratore. Hanno in mano un biennale con l’Inter. Manca solo la firma, ma vuole dormirci su un’altra notte.
Auronzo di Cadore, ritiro della Lazio. Tra le aquile il campione ha lasciato molti amici. Uno, in particolare: Cericola, giornalista di Radio Radio. Che all’ora di pranzo riceve un sms dall’amico campione. Non gioco più.
Pinzolo, mezzogiorno Trentino, ritiro della Juventus. Parla il presidente Cobolli Gigli. Spiega che sarebbe stupito nel vedere Nedved indossare un’altra maglia. Poi il presidente rivela: Ferrara, tecnico bianconero, ha inviato un messaggio al Pallone d’oro. Per chiedergli di far parte del suo nuovo staff tecnico.
Tutte cancellate dall’improvvisa volontà del giocatore di non chiudere la sua carriera. Ora la proposta della Juve c’è. Non resta che aspettare la risposta di Nedved.
Pinetina, mezzogiorno Pure all’Inter aspettano una risposta. Ma ormai l’ex bianconero è intenzionato a declinare l’invito. Lo si intuisce dalle parole del presidente Moratti. Nel pomeriggio, sempre dalla Pinetina, interviene pure Branca, uomo mercato dell’Inter.
Bye bye Pinetina. Good morning America.
Fonte: Gazzetta dello Sport
Niente Inter, niente Juve. Pavel non gioca più. Preferisce l’America, e se dagli Stati Uniti (più che dagli Emirati) dovesse arrivare un’offerta, allora potrebbe ripensarci.
Il resto è la cronistoria di un matrimonio che non si aveva da fare: quello di un’ex bandiera della Juventus che finisce a giocare nell’Inter.
Torino, notte prima, casa del campione ceco. Nedved parla tutta la notte al telefono con il suo procuratore. Hanno in mano un biennale con l’Inter. Manca solo la firma, ma vuole dormirci su un’altra notte.
Auronzo di Cadore, ritiro della Lazio. Tra le aquile il campione ha lasciato molti amici. Uno, in particolare: Cericola, giornalista di Radio Radio. Che all’ora di pranzo riceve un sms dall’amico campione. Non gioco più.
Pinzolo, mezzogiorno Trentino, ritiro della Juventus. Parla il presidente Cobolli Gigli. Spiega che sarebbe stupito nel vedere Nedved indossare un’altra maglia. Poi il presidente rivela: Ferrara, tecnico bianconero, ha inviato un messaggio al Pallone d’oro. Per chiedergli di far parte del suo nuovo staff tecnico.
Tutte cancellate dall’improvvisa volontà del giocatore di non chiudere la sua carriera. Ora la proposta della Juve c’è. Non resta che aspettare la risposta di Nedved.
Pinetina, mezzogiorno Pure all’Inter aspettano una risposta. Ma ormai l’ex bianconero è intenzionato a declinare l’invito. Lo si intuisce dalle parole del presidente Moratti. Nel pomeriggio, sempre dalla Pinetina, interviene pure Branca, uomo mercato dell’Inter.
Bye bye Pinetina. Good morning America.
Fonte: Gazzetta dello Sport
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