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Il Punto sul Torino: Cairo, dolorose o no, via alle CESSIONI
Bisogna sfoltire la rosa.
04/lug/2009 20.12.00
Stessimo parlando di una squadra da primi posti in classifica, non ci sarebbe nemmeno tanto da stupirsi. E nemmeno se il suo presidente si chiamasse Florentino Perez o Massimo Moratti. Invece si tratta del Torino FC, neo-retrocesso in serie B dopo tre anni in A, che, sotto i migliori auspici, punta al ritorno in massima serie nel minor tempo possibile, magari anche ottenendo un primo posto, che sebbene conti poco, è comunque una soddisfazione.
Di fatto, il Toro retrocesso lo scorso 31 maggio è lo stesso che tra sette giorni si appresterà a riprendere gli allenamenti: fatta eccezione per la cessione di Abate al Milan, non solo la rosa rimane al completo, ma è stato fatto un nuovo acquisto, Nicolas Gorobsov, ventiduenne del Vicenza, e sono tornati alla base i giocatori dati in prestito.
Mentre allenatore e ds si guardano intorno e Cairo mette mano al portafoglio, sorge però spontanea una domanda: quanti posti in tribuna bisognerà riservare per i giocatori l’anno prossimo?
La società aveva promesso che sarebbero stati fatti degli innesti mirati e adatti al campionato da giocare. Ora, a fine campionato sembrava piuttosto evidente che la cessione di elementi come Dzemaili, Bianchi, Rosina e Sereni avrebbe decretato un buon tesoretto da cui attingere per ricostruire e rinforzare la squadra. E mentre tifosi rassegnati speravano almeno in qualche acquisto giovane e di buone speranze per il futuro, gli stessi protagonisti, prontamente messi sul mercato anzitempo, quando interpellati, rispondevano di non avere poi tutta questa fretta di levare le tende.
Bene, meno male. Questo significa almeno due cose: innanzitutto che la serie B non ha perso tutta la sua relativa importanza come vorrebbero i dirigenti della Lega di A; e, poi, se vogliamo guardarla dal punto di vista del Toro, potrebbe anche rappresentare rispetto per quella maglia che i giocatori hanno condotto alla retrocessione coi loro stessi piedi. Per quanto a malincuore il presidente sarà costretto a cedere qualcuno e il primo della lista sembra essere Natali che, stando alle voci di mercato, verrà rimpiazzato dal torinese Loria. Ma tutti gli altri? La rosa deve essere potata, sfoltita, alleggerita quel tanto che basta per non trovarsi numericamente in competizione con quelle di squadre come Inter e Real Madrid. Starà a Foschi organizzarla e decretare il ruolo al suo interno di tutti quegli elementi che, ingaggio a parte, non possono che fare del bene alla squadra: la volontà dei giocatori è ormai palese a tutti e, in caso di eventuali addii, sarà dura giustificarsi con la curva.
In ogni caso per Cairo e banda è venuto il momento di sistemare una volta per tutte quei nodi che la retrocessione ha portato al pettine. Quello che resta ancora da capire è se si deciderà di scioglierli uno alla volta o, più semplicemente, di dare un taglio netto.
Rebecca Mellano
Di fatto, il Toro retrocesso lo scorso 31 maggio è lo stesso che tra sette giorni si appresterà a riprendere gli allenamenti: fatta eccezione per la cessione di Abate al Milan, non solo la rosa rimane al completo, ma è stato fatto un nuovo acquisto, Nicolas Gorobsov, ventiduenne del Vicenza, e sono tornati alla base i giocatori dati in prestito.
Mentre allenatore e ds si guardano intorno e Cairo mette mano al portafoglio, sorge però spontanea una domanda: quanti posti in tribuna bisognerà riservare per i giocatori l’anno prossimo?
La società aveva promesso che sarebbero stati fatti degli innesti mirati e adatti al campionato da giocare. Ora, a fine campionato sembrava piuttosto evidente che la cessione di elementi come Dzemaili, Bianchi, Rosina e Sereni avrebbe decretato un buon tesoretto da cui attingere per ricostruire e rinforzare la squadra. E mentre tifosi rassegnati speravano almeno in qualche acquisto giovane e di buone speranze per il futuro, gli stessi protagonisti, prontamente messi sul mercato anzitempo, quando interpellati, rispondevano di non avere poi tutta questa fretta di levare le tende.
Bene, meno male. Questo significa almeno due cose: innanzitutto che la serie B non ha perso tutta la sua relativa importanza come vorrebbero i dirigenti della Lega di A; e, poi, se vogliamo guardarla dal punto di vista del Toro, potrebbe anche rappresentare rispetto per quella maglia che i giocatori hanno condotto alla retrocessione coi loro stessi piedi. Per quanto a malincuore il presidente sarà costretto a cedere qualcuno e il primo della lista sembra essere Natali che, stando alle voci di mercato, verrà rimpiazzato dal torinese Loria. Ma tutti gli altri? La rosa deve essere potata, sfoltita, alleggerita quel tanto che basta per non trovarsi numericamente in competizione con quelle di squadre come Inter e Real Madrid. Starà a Foschi organizzarla e decretare il ruolo al suo interno di tutti quegli elementi che, ingaggio a parte, non possono che fare del bene alla squadra: la volontà dei giocatori è ormai palese a tutti e, in caso di eventuali addii, sarà dura giustificarsi con la curva.
In ogni caso per Cairo e banda è venuto il momento di sistemare una volta per tutte quei nodi che la retrocessione ha portato al pettine. Quello che resta ancora da capire è se si deciderà di scioglierli uno alla volta o, più semplicemente, di dare un taglio netto.
Rebecca Mellano
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