Milito: «Cara Inter, ti voglio come il Barça»

«Dobbiamo prendere da loro e provare a vincere tutto».

04/lug/2009 13.48.53

Diego Milito indica la via ai suoi Genoa-Palermo - Serie A (Grazia Neri)
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Diego Milito indica la via ai suoi Genoa-Palermo - Serie A (Grazia Neri)

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Ora il Principe è orgoglioso di essere finalmente all’Inter. La grande avventura sta per ini­ziare e Diego Milito sa bene che conterà molto l’approccio al nuovo ambiente. Così entra in punta di piedi, perché non è abituato a fare proclami.

«Chi mi conosce sa bene che non mi piace fare promesse. Preferisco far parlare i fatti. So­prattutto, poi, se arrivi in un grandissimo club come l’Inter».

Le responsabilità sono tante. «Quelle non mi preoccupano. A 30 anni ho l’esperienza per sape­re che nel calcio alla lunga il lavo­ro paga. E da quanto so quello nerazzurro è un gruppo eccezio­nale, Tutti professionisti al top, da cui c’è solo da imparare».

E dire che poteva arrivare già a gennaio. «Meglio così. Era giusto che il Genoa contasse su di me sino alla fine. Devo un grazie a tutti: da Preziosi, ai compagni e a tut­ti i tifosi. Anche grazie a loro so­no qui. E ho pure ritrovato la na­zionale».

Come s’aspetta il rapporto con Ibrahimovic? «Innanzitutto sono contento che rimanga. E’ facile giocare al fianco di un talento come lui. Zlatan ha i colpi del fuoriclasse e io saprò assecondarlo. Non so­no un egoista».

In realtà la scorsa stagione Ibra ha avuto qualche problemi­no con Balotelli...
«Sono convinto che siano cose di piccolo conto. Anche Mario ha talento da vendere. E credo che con un po’ più di esperien­za possa giocare bene insieme a chiunque. Lui deve avere pa­zienza».

Mourinho l’ha conosciuto? «Lui sì. Per telefono. M’ha chia­mato ad affare fatto e devo dire che questo m’ha fatto molto pia­cere. Non scopro io che è un grande allenatore e dall’approc­cio ho capito che mette a pro­prio agio i giocatori. Davvero un bel biglietto da visita.

Le hanno parlato della Cham­pions League?
«Io mi sono fatto l’idea che l’In­ter non punti a un solo obietti­vo. Non appaia presuntuoso, ma noi dobbiamo e possiamo prendere ad esempio il Barcel­lona dell’ultima stagione. Cioè provare a vincere tutto. L’Inter deve avere questa mentalità. Ha tutto per riuscir­ci».

Che cosa pensa della fuga dei campioni dall’Italia? Lei è con­tro corrente
. «Non tocca a me indicare i moti­vi del fenomeno. Ma non credo che il campionato italiano ab­bia perso fascino. Forse perché sono abituato bene. Al Genoa ho vissuto un’espe­rienza bellissima. Una piazza straordinaria. In tutti i sensi. E anche la tifoseria interista so che è appassionatissima».

Scalda anche lei?
«Ho il mio carattere. Sono timi­do e forse per questo a volte ap­paio freddo. Ma io mi affezio­no. E a proposito dell’Inter ho delle belle sensazioni».

Fonte: Gazzetta dello Sport



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