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Milito: «Cara Inter, ti voglio come il Barça»
«Dobbiamo prendere da loro e provare a vincere tutto».
Ora il Principe è orgoglioso di essere finalmente all’Inter. La grande avventura sta per iniziare e Diego Milito sa bene che conterà molto l’approccio al nuovo ambiente. Così entra in punta di piedi, perché non è abituato a fare proclami.
«Chi mi conosce sa bene che non mi piace fare promesse. Preferisco far parlare i fatti. Soprattutto, poi, se arrivi in un grandissimo club come l’Inter».
Le responsabilità sono tante. «Quelle non mi preoccupano. A 30 anni ho l’esperienza per sapere che nel calcio alla lunga il lavoro paga. E da quanto so quello nerazzurro è un gruppo eccezionale, Tutti professionisti al top, da cui c’è solo da imparare».
E dire che poteva arrivare già a gennaio. «Meglio così. Era giusto che il Genoa contasse su di me sino alla fine. Devo un grazie a tutti: da Preziosi, ai compagni e a tutti i tifosi. Anche grazie a loro sono qui. E ho pure ritrovato la nazionale».
Come s’aspetta il rapporto con Ibrahimovic? «Innanzitutto sono contento che rimanga. E’ facile giocare al fianco di un talento come lui. Zlatan ha i colpi del fuoriclasse e io saprò assecondarlo. Non sono un egoista».
In realtà la scorsa stagione Ibra ha avuto qualche problemino con Balotelli... «Sono convinto che siano cose di piccolo conto. Anche Mario ha talento da vendere. E credo che con un po’ più di esperienza possa giocare bene insieme a chiunque. Lui deve avere pazienza».
Mourinho l’ha conosciuto? «Lui sì. Per telefono. M’ha chiamato ad affare fatto e devo dire che questo m’ha fatto molto piacere. Non scopro io che è un grande allenatore e dall’approccio ho capito che mette a proprio agio i giocatori. Davvero un bel biglietto da visita.
Le hanno parlato della Champions League? «Io mi sono fatto l’idea che l’Inter non punti a un solo obiettivo. Non appaia presuntuoso, ma noi dobbiamo e possiamo prendere ad esempio il Barcellona dell’ultima stagione. Cioè provare a vincere tutto. L’Inter deve avere questa mentalità. Ha tutto per riuscirci».
Che cosa pensa della fuga dei campioni dall’Italia? Lei è contro corrente. «Non tocca a me indicare i motivi del fenomeno. Ma non credo che il campionato italiano abbia perso fascino. Forse perché sono abituato bene. Al Genoa ho vissuto un’esperienza bellissima. Una piazza straordinaria. In tutti i sensi. E anche la tifoseria interista so che è appassionatissima».
Scalda anche lei? «Ho il mio carattere. Sono timido e forse per questo a volte appaio freddo. Ma io mi affeziono. E a proposito dell’Inter ho delle belle sensazioni».
Fonte: Gazzetta dello Sport
«Chi mi conosce sa bene che non mi piace fare promesse. Preferisco far parlare i fatti. Soprattutto, poi, se arrivi in un grandissimo club come l’Inter».
Le responsabilità sono tante. «Quelle non mi preoccupano. A 30 anni ho l’esperienza per sapere che nel calcio alla lunga il lavoro paga. E da quanto so quello nerazzurro è un gruppo eccezionale, Tutti professionisti al top, da cui c’è solo da imparare».
E dire che poteva arrivare già a gennaio. «Meglio così. Era giusto che il Genoa contasse su di me sino alla fine. Devo un grazie a tutti: da Preziosi, ai compagni e a tutti i tifosi. Anche grazie a loro sono qui. E ho pure ritrovato la nazionale».
Come s’aspetta il rapporto con Ibrahimovic? «Innanzitutto sono contento che rimanga. E’ facile giocare al fianco di un talento come lui. Zlatan ha i colpi del fuoriclasse e io saprò assecondarlo. Non sono un egoista».
In realtà la scorsa stagione Ibra ha avuto qualche problemino con Balotelli... «Sono convinto che siano cose di piccolo conto. Anche Mario ha talento da vendere. E credo che con un po’ più di esperienza possa giocare bene insieme a chiunque. Lui deve avere pazienza».
Mourinho l’ha conosciuto? «Lui sì. Per telefono. M’ha chiamato ad affare fatto e devo dire che questo m’ha fatto molto piacere. Non scopro io che è un grande allenatore e dall’approccio ho capito che mette a proprio agio i giocatori. Davvero un bel biglietto da visita.
Le hanno parlato della Champions League? «Io mi sono fatto l’idea che l’Inter non punti a un solo obiettivo. Non appaia presuntuoso, ma noi dobbiamo e possiamo prendere ad esempio il Barcellona dell’ultima stagione. Cioè provare a vincere tutto. L’Inter deve avere questa mentalità. Ha tutto per riuscirci».
Che cosa pensa della fuga dei campioni dall’Italia? Lei è contro corrente. «Non tocca a me indicare i motivi del fenomeno. Ma non credo che il campionato italiano abbia perso fascino. Forse perché sono abituato bene. Al Genoa ho vissuto un’esperienza bellissima. Una piazza straordinaria. In tutti i sensi. E anche la tifoseria interista so che è appassionatissima».
Scalda anche lei? «Ho il mio carattere. Sono timido e forse per questo a volte appaio freddo. Ma io mi affeziono. E a proposito dell’Inter ho delle belle sensazioni».
Fonte: Gazzetta dello Sport
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