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Il Diavolo veste Leo: il nuovo tecnico sceglie il 4-3-3
E chiede velocità nel gioco. Gestirà il gruppo senza debiti di riconoscenza.
Rispetto al Milan di Ancelotti qualcosa cambierà. In attesa di conoscere il destino di Pirlo e
il nome del nuovo attaccante, è già probabile un cambio di modulo che
assecondi meglio le caratteristiche dei giocatori. L’albero di Natale,
tanto caro ad Ancelotti, sarà rispolverato solo in alcune occasioni e
lo schema di riferimento diventerà il 4-3-3: l’ideale per sfruttare la
fame di gol del centravanti (non dimentichiamoci il solito Inzaghi, imprescindibile in Champions e nelle occasioni importanti), assecondare il dinamismo di Pato e restituire Ronaldinho alla zona di campo che predilige. Il raggio d’azione di Dinho è limitato, Leonardo cercherà
di tirare fuori il massimo da lui. Seedorf non è solo l’alternativa a
Ronaldinho, ma anche un’opzione in più per il centrocampo: in caso di
cessione o di assenza di Pirlo la qualità dell’olandese sarebbe
fondamentale, soprattutto fino a quando (gennaio) non tornerà David Beckham. Rispetto al passato, Leonardo vuole che il gioco scorra di più sulle fasce: così si spiega la scelta di Cissokho, il cui acquisto è scemato (almeno per ora) a causa dei problemi fisici del terzino. Jankulovski non convince del tutto, Oddo è
stato bocciato. La batteria dei terzini verrà studiata con attenzione:
Leo proverà anche Antonini, che nell’autunno scorso aveva giocato
bene, ma poi era stato accantonato da Ancelotti. Di sicuro si
vedranno più cross che nel recente passato. Per quanto riguarda la difesa,
l’idea è che la distanza con il centrocampo sia ridotta: per non andare
mai in sofferenza, per facilitare la conquista del pallone, per
coprire con i movimenti dei mediani gli sganciamenti dei terzini. Un
Milan con un possesso palla magari meno insistito che in passato, ma
con più rapidità nel ribaltare l’azione e più corridoi per arrivare
al tiro: questo è il progetto. Un Milan che attacchi restando corto: senza le accelerazioni brucianti di Kakà servirà la collaborazione di tutti.
Se per quanto riguarda il gioco bisognerà attendere le risposte del campo, c’è grande ottimismo sulle capacità di gestione del gruppo da parte di Leonardo. Il brasiliano stava studiando da manager, ha un carattere aperto e solare e l’abitudine a lavorare in gruppo. Non sarà un protagonista alla Mourinho, ma una guida alla Ancelotti: in questo senso la continuità è garantita. Leo, però, non ha debiti di riconoscenza verso nessuno: si gioca gran parte della carriera e farà scelte anche dolorose se le riterrà utili per il Milan...
Fonte: Gazzetta dello Sport
Se per quanto riguarda il gioco bisognerà attendere le risposte del campo, c’è grande ottimismo sulle capacità di gestione del gruppo da parte di Leonardo. Il brasiliano stava studiando da manager, ha un carattere aperto e solare e l’abitudine a lavorare in gruppo. Non sarà un protagonista alla Mourinho, ma una guida alla Ancelotti: in questo senso la continuità è garantita. Leo, però, non ha debiti di riconoscenza verso nessuno: si gioca gran parte della carriera e farà scelte anche dolorose se le riterrà utili per il Milan...
Fonte: Gazzetta dello Sport
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